ATRIARCH – Dead As Truth

Pubblicato il 09/08/2017 da
voto
6.5
  • Band: ATRIARCH
  • Durata: 00:32:35
  • Disponibile dal: 11/08/2017
  • Etichetta: Relapse Records
  • Distributore: Audioglobe

Torna puntuale la band di Portland, qui alla seconda prova sotto Relapse, e conferma le sue coordinate musicali; il loro peculiare mix tra post-punk, doom ed estremità varie continua a funzionare, anche se magari non regala momenti di furibonda esaltazione. Ma se non altro la sintesi è dalla loro, con sei brani efficaci per poco più di mezz’ora d’ascolto, per quanto piuttosto intensa quanto ad atmosfere. Apre le danze “Inferno”, sotto forma di invocazione vocale piuttosto nera e maligna, accompagnata per buona parte solo da basso e batteria; fedele allo spirito contemporaneo, è un essenziale e ben riuscita traccia doom/sludge con la giusta dose di personalità, la stessa linea su cui prosegue la successiva “Dead”. Dominata anch’essa dal basso e dalla voce cavernosa di Lenny Smith, che pur senza doti strepitose mostra in tutto il lavoro una buona versatilità. “Devolver” è il brano in cui i toni si fanno più marci, mentre “Void” esplora territori tutto sommato più inediti; una cadenza quasi dark, ma di quello primitivo, che fa pensare ai seminali The Birthday Party, complice il cantato così cupo e declamatorio, almeno nella prima parte; cede poi alle loro tipiche e sguaiate movenze, che restano prioritarie fino alla chiusura affidata a “Hopeless”: un brano arricchito da una chitarra acustica che aumenta sicuramente la sensazione di oscurità e disagio che gli Atriarch sanno ben trasmettere. Come nei lavori precedenti, i toni cupi uniti a una controllata aggressività – passateci l’ossimoro – sono il loro biglietto da visita; forse, in questo “Dead As Truth”, come già sentito in un paio di episodi del precedente “An Unending Pathway”, prevale la creazione di una sulfurea atmosfera sulla violenza degli strumenti; facendoci pensare in qualche modo alle recenti uscite degli Alaric, con cui non a caso condivisero anche uno split qualche anno fa. Manca solo un po’ più di incisività, in un sottogenere che sta francamente rischiando il sovraffollamento.

TRACKLIST

  1. Inferno
  2. Dead
  3. Devolver
  4. Void
  5. Repent
  6. Hopeless
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