ATROX – Terrestrials

Pubblicato il 05/05/2002 da
voto
7.5
  • Band: ATROX
  • Durata: 01:07:47
  • Disponibile dal: //2002
  • Etichetta: Code666
  • Distributore: Audioglobe

Se, come nel mio caso, vi piace la roba strampalata, ma proprio strampalata, impazzirete per “Terrestrials”. Un disco complicato al limite della beffa e veramente “alternativo” se si vuole usare questa parola privandola del senso che ha assunto negli ultimi anni in ambito musicale. Un disco in tutto e per tutto metal che ha l’enorme pregio di essere diverso da tutto ciò che comunemente si definisce tale. Prendete un background a metà tra il prog metal più lucidamente tecnico ed il metalcore spigoloso e cervellotico dei Meshuggah, aggiungete una vena melodica quasi gotica e coronate questo strano miscuglio con una vocalità, quella di Monika, che trascende in ogni modo il concetto comune di “voce solista”. Nel cantato sofferto e tecnicamente ineccepibile della bella norvegese c’è tutto: progressioni arabeggianti, sussurri, urla incontrollate, acuti da accaponamento istantaneo, potenza, melodia, grazia e violenza. Se di per sé l’album è veramente ottimo, la prova della cantante (autrice, per altro, di testi e copertina) rende “Terrestrials” un lavoro del tutto autarchico e lontano da ogni preconcetto musicale. Un album talmente sui generis che più di una volta viene da chiedersi se la sola chiave di lettura delle composizioni trasversali e sconnesse della band sia l’inesorabile follia che sembra ammantare ogni brano; scenari sonori in cui non esiste continuità si appoggiano su strutture complicatissime eppure singolarmente accattivanti. La sensazione generale è di una sorta di fluttuazione in assenza di gravità in cui il senso di spazialità non è suggerito da un uso massiccio di elettronica o effettistica assortita, quanto piuttosto dall’estrema precarietà dei castelli sonori costruiti da tre strumenti (basso, batteria e chitarra) e da un quarto elemento destabilizzante impersonato dalla poliedrica e, diciamolo, bravissima Monika. Un disco consigliato a chiunque voglia affrontare un viaggio imprevedibile in un mare amniotico di stravaganza, schizofrenia ed inquietudine. Complimenti agli Atrox e, soprattutto, complimenti alla label nostrana Code666 che è riuscita ad accaparrarsi questa imprevedibile band norvegese.

TRACKLIST

  1. Lay
  2. Ruin
  3. Mare’s Nest
  4. Nine Wishes
  5. Human Inventions
  6. Mental Nomads
  7. Changeling
  8. The Beldam Of Bedlam
  9. Translunaria
  10. Look Further
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