ATTACKER – Soul Taker

Pubblicato il 08/02/2004 da
voto
5.0
  • Band: ATTACKER
  • Durata:
  • Disponibile dal: //2004
  • Etichetta: Iron Glory
  • Distributore: Self

Ecco un’altra di quelle tanto millantate reunion cui si dà del clamoroso ogni tre per due, spacciandone la piena concretezza e che invece, come spesso succede, si concretizza in un fiasco altrettanto clamoroso. Il sottoscritto ricorda gli Attacker come una validissima band americana dedita ad un’interessante commistione di speed metal e power metal americano (chiaramente mi riferisco a quello che all’epoca veniva inteso come power…) autrice di due ottimi due dischi a metà degli anni Ottanta, “Battle At Helm’s Deep” e “The Second Coming”, prodotti godibilissimi anche se tutto sommato scontati e non certo portatori di evoluzioni particolari. Ecco allora l’ovvia reunion dopo lo scioglimento alla fine degli Eighties, e il nuovo “Soul Taker”, che si fa alfiere all’incirca dello stesso sound che caratterizzò la band agli esordi, ma con l’aggiunta di soluzioni un poco più ricercate e maggiore attenzione per la melodia. Dietro il microfono, dopo la prematura scomparsa di John Leone, funambolo delle corde vocali nell’ottimo “The Second Coming”, ecco riapparire lo storico Bob Mitchell, autore di una discreta prova vocale sullo storico debut della band che, paradossalmente, si rivela il maggior difetto che si può riscontrare nella nuova produzione dei cinque statunitensi, che a livello meramente musicale non è certo così deprecabile come si presenta nel suo risultato finale. Infatti, se il carismatico Bob si trova a proprio agio con i thrasher Vyndykator e forse ancor di più con gli Sleepy Hollow, su “Soul Taker” non ci offre certo una prova degna della fama che riveste nel circuito underground; la sua voce, all’alba del 2004 (almeno se considerata all’interno del contesto musicale presentato dagli Attacker) risulta non solo scarica della verve dei bei tempi andati, ma addirittura fastidiosa in moltissimi frangenti e dannosa sui toni alti, che il singer interpreta davvero con pessima scelta di gusto (o forse si tratta di pura carenza a livello vocale?). In questo modo canzoni pur molto buone e degne di nota (che comunque fanno da contraltare ad altre song assolutamente anonime del disco) come l’opener “The End”, la title-track e “The Conquerors” risultano svuotate di ogni feeling, rovinate da un’interpretazione veramente non all’altezza; e, paradossalmente, è proprio “Return To Mordor”, unico pezzo strumentale del disco, a vantare la palma di miglior pezzo del lotto, grazie all’elegante intreccio chitarristico di Pat Marinelli e Mike Benetatos. Null’altro da dire: “Soul Taker” si presenta, purtroppo, come un disco che poteva essere al di sopra della sufficienza, ma risulta rovinato da un’interpretazione vocale al limite del ridicolo. Vivamente sconsigliato, anche agli aficionados della band, per i quali il mio consiglio è di andare ad ascoltare i dischi dei bei tempi… ora come ora, gli Attacker sono irriconoscibili, e sembrano solo una sbiadita copia dell’ottimo gruppo che furono…

TRACKLIST

  1. The End
  2. Forgotten
  3. Sleepy Hollow
  4. Tortured Existence
  5. Soul Taker
  6. Jack
  7. The Conqueror
  8. Return To Mordor
  9. Raging Fist
  10. Until We Meet Again
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