AU CHAMP DES MORTS – Dans La Joie

Pubblicato il 24/01/2017 da
voto
7.0
  • Band: AU CHAMP DES MORTS
  • Durata: 00:53:14
  • Disponibile dal: 27/01/2017
  • Etichetta:
  • Debemur Morti
  • Distributore: Audioglobe

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Nati dall’incontro dei chitarristi Stéphane Bayle (ex Anorexia Nervosa) e Migreich (Vulv), i francesi Au Champ Des Morts debuttano per la Debemur Morti con un pregevole album a cavallo tra il black metal sinfonico e influenze blackgaze che rimandano direttamente ai conterranei Alcest. Il quartetto di Limoges si presenta al suo pubblico con sette composizioni variegate e stratificate, suonate e composte con cura che riescono a suonare personali ed efficaci per tutta la durata dell’album. Già il brano di apertura, “Nos Décombres”, mostra molte delle caratteristiche del sound del gruppo: un ottimo impatto, dato da una melodia lineare ed efficace, ma non per questo banale, con quella capacità creare atmosfere malinconiche, evocative e spaventose al tempo stesso. Gli Au Champ Des Morts dosano con sapienza i tempi, riuscendo a gestire con tranquillità anche composizioni più lunghe e strutturate, come la successiva “Après Le Carnage”, che sfiora i dieci minuti gestiti con invidiabile dinamismo: rabbiosi passaggi black metal lasciano spazio ad aperture maestose, pregne di quella malinconia capace di cullare l’ascoltatore nel proprio dolore. Tuttavia, mentre gli Alcest illuminano la loro musica con atmosfere bucoliche e solari, gli Au Champ Des Morts tingono la loro musica di nero e grigio, cosa che appare evidente anche nello stile delle (rare) voci pulite, che non elevano l’ascoltatore, ma che risultano sempre cupe e plumbee, pur senza essere eccezionali da un punto di vista tecnico-esecutivo. In altre composizioni, come “Le Sang, La Mort, La Chute” o la title track, la band si concentra su passaggi ipnotici, adatti a descrivere la vastità del dolore umano: la musica si fa più dilatata, ossessiva e al tempo stesso epica, quasi a voler descrivere paesaggi sonori spogli e desolati. Vale la pena di citare anche “L’Etoile Du Matin”, dove su una base ritmica ossessiva e marziale, si poggiano chitarre e tastiere liquide, che accompagnano una litania declamata dalla voce di Bayle, per sfociare poi in una ascensione, un crescendo di tastiere a fare da sfondo ad un pregevole assolo di chitarra. Un lavoro più che positivo, dunque, che pur avendo un paio di episodi non memorabili, riesce a mantenere un notevole livello qualitativo e pone una solida pietra angolare su cui gli Au Champ Des Morts potranno costruire la loro carriera. Ben fatto.

TRACKLIST

  1. Nos décombres
  2. Après le carnage
  3. Le sang, la mort, la chute
  4. Contempler l'abîme
  5. Dans la joie
  6. L'Étoile du matin
  7. La fin du monde
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