AUGURY – Fragmentary Evidence

Pubblicato il 21/07/2009 da
voto
8.0
  • Band: AUGURY
  • Durata: 00:55:02
  • Disponibile dal: 17/07/2009
  • Etichetta: Nuclear Blast
  • Distributore: Warner Bros

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Il Quebec sta diventando l’epicentro di una scena technical death metal che ha pochi eguali in quanto a carisma e qualità delle band coinvolte: Cryptopsy, Gorguts, Martyr, Humanoid, Quo Vadis e non ultima la pazzia ed ecletticità degli Unexpect. Era chiaro sin dal debut “Concealed” che gli Augury non avevano nulla da invidiare alle band sopra citate e sebbene la relativa giovinezza del progetto il debut lasciava intravedere le grandi potenzialità della formazione: death metal tecnico e progressivo condito con una buona dose di elementi che deviano dai classici cliché del genere e danno vita ad un mix di difficile assimilazione ma gratificante una volta assorbito. La mancanza della voce femminile di Arianne Fleury, elemento focale del debut, è la principale differenza che salta all’orecchio durante l’ascolto di questo “Fragmentary Evidence”: la band ha deciso di proseguire senza un elemento femminile e le vocals nel nuovo lavoro si dividono tra il leader/chitarrista Patric Loisel e una folta schiera di guest in cui figurano membri di Aborted, Unexpect, Cryptopsy, Necrotic Mutation, Agony e Obscene Crisis. La buona varietà e qualità dei vocalist coinvolti fa alla svelta dimenticare la mancanza di Arianne e aggiunge almeno vocalmente una buona iniezione di aggressività ben bilanciata dalle incisive melodie e dalle lunghe parti strumentali mai fortunatamente fini a loro stesse. La maggioranza delle tracce di “Fragmentary Evidence” si muove in lidi prettamente death metal che non disdegnano di accelerazioni spezza collo e di parti melodiche che ricordano da vicino le composizioni di Opeth, Cynic e non ultimi i tedeschi Obscura. L’elemento che riconduce alla memoria l’ultimo lavoro dei tedeschi è sicuramente il lavoro di basso di Dominic “Forest” Lapointe, già apprezzato con gli Humanoid ed i più conosciuti Quo Vadis: l’ascolto delle funamboliche evoluzioni del talentuoso bassista risulta altamente appagante anche grazie all’ampia “visibilità” dedicata allo strumento nelle complesse composizioni. Se la sezione ritmica sconvolge e affascina sarebbe alquanto sminuente non nominare i complessi e riusciti intrecci chitarristici del duo Loisel/Marcotte che spaziano dalle articolate ritmiche agli stacchi jazz ed assoli tecnici e coinvolgenti. Senza nulla togliere alle altre composizioni – tutte di ottimo livello – il trio centrale composto da “Jupiter to Ignite”, “Sovereigns Unknown” e “Skyless” rappresentano l’apice del disco e racchiudono al loro interno le molteplici sfumature che hanno dato vita ad un suono decisamente distintivo per una band da poco arrivata al secondo album. Dall’alto dei suoi undici minuti di durata la conclusiva “Oversee the Rebirth” risulta il perfetto suggello per un album complesso, coinvolgente e appagante: insieme al duo tedesco Obscura e Centaurus-A uno dei sicuri highlight di quest’anno per il settore techno-death e per l’intera scena progressive vista con una visione più ampia del termine. Altamente consigliati.

TRACKLIST

  1. Aetheral
  2. Simian Cattle
  3. Orphans of Living
  4. Jupiter to Ignite
  5. Sovereigns Unknown
  6. Skyless
  7. Faith Puppeteers
  8. Brimstone Landscapes
  9. Oversee the Rebirth
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