6.5
- Band: AUTHOR & PUNISHER
- Durata: 00:33:14
- Disponibile dal: 03/10/2025
- Etichetta:
- Relapse Records
Spotify:
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La produzione discografica di Tristan Shone, alias Author & Punisher, ha un chiaro spartiacque nella firma per Relapse Records e nello sdoganamento della sua arte presso un pubblico metal.
Fino a quel momento la popolarità del musicista/ingegnere americano era andata indubbiamente in crescendo, tra le suggestioni per gli strani strumenti interamente pensati e costruiti da lui e il fascino di opere di industrial metal morboso e oscuro come “Women & Children” e “Melk en Honing”, ma la sua rinomanza rimaneva di fatto rinchiusa in stretti ambienti underground. A partire da “Beastland”, primo disco edito per la rinomata label di Filadelfia, la percezione è mutata, complice una proposta divenuta nel frattempo più classicamente metal, almeno quello più sperimentale, duro e arcigno che proprio la Relapse stessa ha contribuito a sdoganare e rendere famigliare al pubblico di settore.
Annettendo quindi stabilmente in line-up un chitarrista per il successivo “Krüller”, Shone è andato oltre, contribuendo a rendere da un lato il suo stile più in linea con un gusto metal a trecentosessanta gradi, dall’altro gli ha consentito di ampliare le possibilità espressive. Con “Krüller” la formula di Author & Punisher si è tolta di dosso un filo di rigidità che andava a ingessarne alcune mosse, guadagnando invece in atmosfera, gamma emotiva, senza che questo ammorbidimento puzzasse di furbizia e sembrasse mirato all’ottenimento di frivolo successo commerciale.
Con “Nocturnal Birding” è chiaro che ormai lo status di Shone è quello di un artista celebrato e rispettato da tutta una serie di artisti dai background più disparati, non si spiegherebbe altrimenti la serie di ospiti e collaboratori che ha messo mano su questo nuovo disco. Parliamo del mastering di Will Putney (Knocked Loose, Body Count, Machine Head), oppure delle ospitate a vario titolo dei francesi Fange – affermata realtà industrial extreme metal francese – dell’indonesiano Kuntar – eclettico polistrumentista e sperimentatore di suoni – o di Megan Oztrosits, cantante dei newyorkesi Couch Slut, altra formazione dedita a sonorità piuttosto sperimentali. Accanto a questa pletora di ospiti, fa ufficialmente parte della line-up il chitarrista Doug Sabolick (Ecstatic Vision, Plaque Marks, A Life Once Lost), a testimoniare quanto il percorso intrapreso con “Krüller” non fosse qualcosa di effimero quanto alla presenza di un chitarrista di ruolo a dialogare con gli strumenti di Shone.
Dal punto di vista strettamente sonoro, invece, le contiguità proprio con l’album edito nel 2022 sono veramente poche. “Nocturnal Birding” non è affatto un gemello di “Krüller”: dopo aver levigato accuratamente le asperità del suo stile, adesso il musicista californiano pare volersene riappropriare, tornando a un discorso più spigoloso, difficile, pienamente inserito nel linguaggio ostile dell’industrial.
Rispetto ai primi due lavori presso Relapse, il nuovo disco si va ad accendere di una soffocante pressione, che lo ricollega in diversi frangenti al più destrutturato e difficile “Melk En Honing”. Se togliamo l’opener “Meadowlark” e la prima parte della conclusiva “Thrush”, le arie oniriche che così bene avevano funzionato in “Krüller” vengono irrimediabilmente dismesse, consegnandoci Author & Punisher in tutta la sua devastante crudezza.
La tracklist si snoda allora dirompente, meccanica e obesa nei suoni, rabbiosa e sfiancante in pezzi che non fanno nulla per prestarsi a un ascolto piacevole. E per una volta, quasi con stupore, ci accorgiamo di un passo indietro da parte di Shone, fin qui autore di una progressione stilistica convincente e sempre più sicura.
Il nuovo lavoro, nel suo ripercorrere gli stilemi dell’industrial metal più brutale e tormentato, non trova la chiave di volta per risultare avvincente e portatore di grandi emozioni. Pur ricordando altri fortunati episodi della discografia pre-Relapse, canzoni come “Mute Swan” e “Black Storm Petrel” faticano a decollare, alternando sezioni dai toni orrorifici – quelle migliori – e altre davvero grevi, soffocanti.
Da qui una sensazione di vera fatica, quella compiuta per portare a termine il loro ascolto. Si parte con un’idea e si finisce con quella, senza grossi sviluppi nel mezzo. Ritmi meccanici e lenti, clangori inquietanti, la voce di Shone nella sua versione più incattivita, melodie lugubri e scarne si miscelano con dosaggi famigliari, purtroppo non arrivando a darci l’alienante emozionalità di altre occasioni.
“Noctural Birding” è farraginoso, al primo impatto si mostra ostico e così rimane, presentando pochissime aperture melodiche e una difficoltà d’ascolto quasi insormontabile. Benché curato nei suoni, negli arrangiamenti e quindi tutt’altro che lasciato al caso, sembra più un valente esercizio di stile attorno a coordinate sonore già espresse in passato, che non un passo in avanti nell’evoluzione della creatura “Author & Punisher”.
Peccato, perché nei rari momenti di più larghe vedute e respiro melodico, Shone non sembra aver perduto memoria di come accarezzare i suoni, oltre che dilaniarli. Un capitolo incerto, a nostro avviso, anche se per i fan di questo musicista il ritorno a qualcosa di più heavy e dal taglio underground potrebbe essere un gradito regalo.
