AVALAND – Theater Of Sorcery

Pubblicato il 01/04/2021 da
voto
6.5
  • Band: AVALAND
  • Durata: 01:02:56
  • Disponibile dal: 02/04/2021
  • Etichetta:
  • Rockshots
  • Distributore: Audioglobe

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Un giovane stregone e la speranza di portare ancora una volta la luce nel regno di Avalon, grazie al suo potere di governare le tempeste. Ecco la trama della nuova metal opera che viene presentata all’inizio di aprile: dalla Francia il giovane ventiduenne Adrien G. Gzagg ha raccolto molte adesioni per questo progetto Avaland (la giusta fusione tra ‘Avalon’ e ‘land’), alla ricerca di un buon mix tra molte voci famose e alcune incursioni di musicisti già affermati. Partendo dalla passione per le storie di Re Artù e la musica operistica sentita nei vari dischi degli Avantasia e Ayreon, in questo periodo di confinamento sono state molte le videochiamate che hanno colmato gli spazi oceanici o le semplici frontiere per collegare i vari ospiti, come Ralf Scheepers (Primal Fear), Zak Stevens (Savatage/TSO) e Zaher Zorgati (Myrath) e unirli alle linee melodiche che compongono l’album “Theater Of Sorcery”. Il quintetto base è composto da Adrien G. Gzagg, alla voce e alle tastiere, oltre che come curatore dei testi e delle orchestrazioni; Christophe Feutrier e Lucas Martinez alle chitarre; Camille Souffron al basso e alla batteria Léo Mouchonay. Sin dall’inizio si sente che manca un forte coinvolgimento tra tutti i (giovani) protagonisti di questa opera: il primo singolo estratto, che è l’apripista e dà anche il titolo all’album, pur iniziando in maniera molto sinfonica, si appiattisce molto rapidamente e il prosieguo si basa sui duetti vocali tra Adrien e Emmanuelson (Rising Steel/Ellipsis), poco coinvolgenti per la ripetitività delle strofe. Proprio questa sarà una caratteristica di molti pezzi, dove di volta in volta sentiremo diversi timbri che accompagneranno la narrazione, a volte circondati da cori, a volte alternati da assoli di tastiere o chitarre, un continuo botta e risposta di frase in frase che non convince. Infatti in molti passaggi è assente la fusione tra tutte le parti, tanto che in più occasioni si sente una certa disomogeneità nel mixaggio dei suoni; non sempre, inoltre, molte partecipazioni sono direttamente proporzionali all’aumento del valore artistico del progetto, anche se diventeranno una caccia al tesoro per un vero patito, che si butterà nell’ascolto per ricercare ad esempio l’assolo del proprio idolo Stephan Forté (Adagio) in mezzo a “Gypsum Flower”. A parte questa missione, nel frattempo si perde il filo della linea guida della canzone, che continua a diramarsi in tante sottotrame, ripetitive. Ed è proprio nel ritornello che molti brani hanno la fase di inceppo, dato che si allungano minuti su minuti, con momenti di buona lirica (si distinguono tra le altre la prova di Madie dei Nightmare in “Never Let Me Walk Alone” e “War Of Minds”, assieme a Zorgati) e altri che arrancano lentamente. Tra ballate che rimandano ai Circle II Circle (e la scelta della voce di Zachary Stevens non è un caso, dato che si adatta alla perfezione in quei contesti) e classic power con molte tastiere, si arriva alla fine dell’ascolto senza che rimanga molto di questo debutto; la sensazione è quella di aver assistito ad una carrellata di buoni interpreti su basi musicali troppo ripetitive, oppure poco epiche e sinfoniche. Dato che Avaland nasce anche come progetto da portare dal vivo, diamo tempo al gruppo di crescere e perfezionare tutte le sfumature per valorizzare appieno tutti i partecipanti.

TRACKLIST

  1. Theater Of Sorcery
  2. Gypsum Flower
  3. Let the Wind Blow
  4. Storyteller
  5. Escape To Paradise
  6. Holy Kingdom Of Fools
  7. Never Let Me Walk Alone
  8. Deja-Vu
  9. I’ll Be Ready For Your Love
  10. War Of Minds
  11. Rise From The Ashes
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