7.0
- Band: AVALON
- Durata: 00:53:35
- Disponibile dal: 01/10/2006
- Etichetta:
- Frontiers
- Distributore: Frontiers
Bisogna dare atto di una cosa alla Frontiers Records e, in particolar modo, al suo presidente Serafino Perugino: quando decidono di costruire un progetto che unisca appeal commerciale, nomi di richiamo e buona qualità, è raro che non centrino il bersaglio. È successo con i Place Vendome, con il progetto Allen/Lande, Giuntini Project, giusto per citarne alcuni. Adesso è la volta di questo “The Ritchie Zito Project”, un lavoro che ha tutte le carte in regola per fare la gioia degli amanti dell’AOR più melodico. Iniziamo proprio dal curriculum dei protagonisti: Ritchie Zito, per chi non lo sapesse, è un vecchio leone del rock, che ha fatto davvero di tutto: è stato chitarrista session per gente come Art Garfunkel, Barbara Streisand, i Beach Boys, Donna Summer, Diana Ross, Tina Turner, Kenny Rogers e Lionel Richie; ha prodotto lavori di artisti come The Cult, White Lion, Mr. Big, Tyketto, Joe Cocker e via dicendo. In questo lavoro il buon Zito decide di tornare a suonare e di comporre un lavoro assieme ad alcuni dei cantanti che ha avuto modo di conoscere durante tutta la sua carriera: il risultato sono dodici brani di pregevolissimo AOR melodico, suonato ottimamente e cantato da alcune ugole d’eccezione, come Joe Lynn Turner, Eric Martin, Hugo Valenti e Philip Bardowell. Naturalmente il prodotto è destinato ad un certo tipo di pubblico, non certo a tutti: qui non troverete riff potenti, velocità o aggressività; la musica è semplice, immediata, solare e calda. Troverete ammiccanti mid-tempo come “Blue Collar”, “Is He Better Than Me” o “Avalon” (quest’ultimo un vero gioiellino AOR); qualche momento un po’ più veloce (“Nightmare”); fino all’immancabile palmare di ballad (“Samantha”, “Forever I Will” e “I Don’t Want To Want You”). Insomma, forse “The Ritchie Zito Project” non riuscirà a monopolizzare il vostro stereo per mesi, ma senza dubbio si tratta di un album piacevole e ben scritto, che di certo non deluderà chi ama le sonorità più ariose.
