AVICHI – Catharsis Absolute

Pubblicato il 14/02/2014 da
voto
6.5
  • Band: AVICHI
  • Durata: 00:41:29
  • Disponibile dal: 03/02/2014
  • Etichetta: Profound Lore
  • Distributore:

Andrew Schneider ha le idee ben chiare in testa, e delle mani e dei piedi niente male quando si tratta di prendere in mano la chitarra o sedersi dietro la batteria, e, sebbene la Profound Lore punti molto su di lui, in maniera inusuale, i tratti del talento si vedono, ma quelli del genio francamente no. Schneider ha fatto la gavetta nei Nachmystium, ha poi fondato i Lord Mantis (band blackened sludge in stile Indian, anch’essa affatto rivoluzionaria ma altrettanto altamente pubblicizzata e spinta dalla Profound Lore), e oggi si dedica a tempo pieno a questo suo progetto solista, gli Avichi, band black metal che anche alla terza prova, indubbiamente superiore alla prima, stenta a mostrare quei tratti di rottura e rara personalità necessari a distinguerla da quanto comunemente sentiamo in giro tra le familiarissime fila del black metal canonico e ortodosso. Il black metal degli Avichi è pregno di egocentrismo, melodia e sontuosità, forte di un multilayering di chitarre al limite del pomposo, dell’uso sovente e oltretutto indubbiamente pregevole di assoli e intermezzi acustici e dell’ampissimo uso di tastiere e layering di cori e synth per creare grandezza, ampiezza di suono e magniloquenza e dare un senso di regalità immanente alla propria musica. Trapela sia nei testi che negli umori anche l’indole satanista di Schneider, che per esprimere queste sue inclinazioni sceglie strade ortodosse e familiari, indubbiamente efficaci e tipiche del genere e di quella particolare mentalità, e caratteristica questa che porta la musica in un certo senso ad essere ancor più ortodossa, tradizionalista e a tratti anche manierista nel suo essere “trve” a tutti i costi. Insomma, nel tentativo di creare un capolavoro del black metal, archetipico del black metal e della sua estetica, alla fine Schneider si è dimenticato di osare e di ampliare il discorso esulando da semplici confini del genere, creando un lavoro tutto sommato molto canonico, prevedibile e affatto rivoluzionario. L’alta qualità della produzione come accennato, e la sontuosità dell’approccio compositivo (che non ha escluso neanche l’uso di voci pulite e melodiche) ha dunque materializzato un’opera che si rifà in maniera spiccata alla verve progressive degli ultimi Emperor, dei Satyricon di metà carriera, della fierezza quasi militarista dei Marduk e soprattutto all’epicità magniloquente ed evocativa dei Primordial. Parliamo di un lavoro che senza dubbio si distingue per esecuzione e qualità sostanziale dei suoni e delle composizioni entro la propria ristretta cerchia stilistica di riferimento, ma che preso nell’oceano dell’exreme metal in generale, black e non, appare pur sempre una goccia d’acqua insignificante persa chissà dove in un mare di tradizionalismo e tipicità già ampiamente nota e strasentita.

TRACKLIST

  1. Repercussion
  2. Flames in My Eyes
  3. Lightweaver
  4. Voice of Intuition
  5. All Gods Fall
  6. Catharsis Absolute
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