7.5
- Band: AWAKEN THE NIGHT
- Durata: 00:34:54
- Disponibile dal: 19/03/2025
- Etichetta:
- Metal Coffin
Si respira la fragrante aria miasmatica dei culti sotterranei, approcciandosi al disco d’esordio dei pugliesi Awaken The Night.
La foto promozionale, che li vede in altezzosa posa da metallari anni ’80 duri e puri; una splendida copertina naif raffigurante un incrocio tra il personaggio di Attila Il Flagello di Dio e Terminator; l’uscita di “Total Kommando” per una casa discografica messicana, la Metal Coffin. Infine, la cosa più importante, uno stile musicale incastonato in un’epoca lontana, non più tarda del 1985, tra proto-metal, speed/thrash metal e primi vagiti di metal estremo. Quando il thrash c’era già ma si stava cercando di diventare più sporchi, aggressivi, pure bestiali, e si andava avanti un po’ per tentativi.
Ecco, gli Awaken The Night sembrano giungere proprio da quell’epoca lì. Chi scrive ammette di guardare con malata simpatia a chi ripropone sonorità fuori moda come queste, a patto ovviamente che ci sia una certa solidità strumentale, poco calcolo e molta spontaneità a guidarne l’agire. “Total Kommando” esprime fortunatamente gli intendimenti di un gruppo simpaticamente imperfetto, irrequieto e che di rifinire i dettagli per essere più malleabile, ben identificabile in un filone, non ne ha proprio né il desiderio, né il bisogno. I quattro pugliesi parlano in fondo al nostro fanciullo interiore affamato di rumore, violenza, un pizzico di sana trivialità, quel brodo primordiale associabile facilmente al metal nella sua forma più schietta, nuda, sincera.
Si vive di inni spontanei, lerci e irriverenti, qua dentro, correndo all’impazzata, anche un po’ disordinatamente – e non ci dispiace – come se i musicisti fossero impegnati in una rissa per strada a colpi di note. Dove si cerca di farsi largo come si riesce, di menare colpi all’impazzata per mettere al tappeto gli oppositori. Via allora, si scatta col botto con “Emerald Fog”, tra strappi convulsi, vocalizzi barbari e sbiascicati, midtempo grondanti epos sanguinario, in modalità quanto mai rozze, eppure avvincenti; questa è materia metallica ancora intonsa, non definita, non raffinata, un agglomerato di rabbia, dolore e pericolo che solo i veri cultori possono maneggiare. Siamo dalle parti di Exciter, Destructor ed Agent Steel – questi ultimi rievocati per gli ottimi, lancinanti, interventi solisti – ma si ode un sentimento più oscuro e viscerale, portandoci in territori cari a Venom, Possessed e una oscura realtà minore come gli Hallows Eve dei primi due album. Proprio da lì sembra arrivare l’incessante moto percussivo di “Attila”, una sentita ode al barbaro per antonomasia e alla sua parodistica rappresentazione nel film “Attila Il Flagello di Dio” del 1982. Qua, tra velocità fuori controllo, seconde voci quasi da stadio e rallentamenti per riprender fiato, si sprigiona tutta la brutalità dell’heavy metal, quando non è ingabbiato e ammansito da altre esigenze espressive.
Altrove, si notano echi rock’n’roll nelle melodie – “Fast For Freedom” – all’interno di un ricettario di deliri e atrocità in note condotto con cruda, sadica sagacia. Le possenti cavalcate di “Terrorchain”, il loro dipanarsi a tratti confuso, instabile, impulsivo, potrebbero far storcere il naso, un po’ come l’intera tracklist del resto, a chi cerca canzoni ordinate e con una ferrea logica a sostenerle: fattori pressoché ignoti ai ragazzi pugliesi, intenti semplicemente a dare battaglia come un manipolo di teppisti. Il lerciume e la rumorosità, la noncuranza verso criteri di ascoltabilità moderni sono peculiarità importanti, fondamentali nel definire regole del gioco che a molti sembreranno terribilmente anacronistiche.
Un po’ come accaduto nel recente passato con altri speed metaller come i finlandesi Ranger e, andando indietro al primo decennio dei 2000, i loro connazionali Solitaire. Si potrebbe affermare che questo tipo di operazione, anche dalle nostre parti, l’abbiano tentata gruppi come i Barbarian o i Bunker 66, eppure gli Awaken The Night ci paiono avere più estro e un miglior senso dell’anthem. Quegli inni da cantare con il cuore in mano, senza vergogna, senza ritegno. L’accoppiata conclusiva di “Speed Metal Attack!” e la relativamente melodica “Awaken The Night” – molto NWOBHM – chiudono il cerchio, consacrando “Total Kommando” come un esordio che non dimenticheremo. Può ribollir di passione metallica pure Bari: certe cose non devono per forza arrivare da qualche cittadina tedesca, nordeuropea o canadese…
