6.0
- Band: AXE
- Durata: 00:34:05
- Disponibile dal: 17/07/2026
- Etichetta:
- Caligari Records
“Autogeddon” è il secondo demo dei londinesi Äxe, realizzato su cassetta e in formato digitale dalla Caligari Records. Un minestrone di bestial black metal, black/speed, black/punk, hardcore/noise alla giapponese e qualche spruzzata di thrash qua e là, il tutto rigorosamente sfoggiato con un’attitudine DIY e sonorità ultra raw – insomma: un gran casino in tutti i sensi!
Quindi, se cercate produzioni raffinate, siamo completamente fuori strada.
L’iconografia utilizzata richiama quella dei primissimi Voivod, ma ci si ferma lì nei legami con il combo canadese, perché questo quintetto inglese ha un approccio estremamente più caotico.
I brani sono tutti abbastanza simili tra di loro, strutturati su un’alternanza tra d-beat, parti più veloci e una distorsione veramente ruvidissima, che comunque fa il suo compito egregiamente nel creare un’atmosfera grezzissima da fine del mondo e scenari post-atomici.
Ciò che non piace per niente è l’esecuzione delle parti di batteria nelle sezioni in cui si tende ad accelerare, perché il blast-beat è spesso scoordinato, fuori tempo e tutt’altro che incisivo, ma potrebbe anche essere qualcosa di voluto. Pollice in alto invece per la distorsione di basso super punk e per la voce, capace di miscelare bene screaming e growling, dando dinamismo al tutto con anche l’aggiunta di alcuni cori, come in “Rise From Your Tombs”, e schizofreniche urla in simil-falsetto.
Le trame di chitarra hanno il loro perché, soprattutto quando ci si concentra sui passaggi speed metal e black/punk, mentre appaiono veramente fuori luogo alcuni assoli iper-melodici come nel finale di “Warriors Of The Death Raid” e “Violent Hedonism”.
Per dare l’idea del tipo di caos prodotto dagli Äxe, per quanto riguarda le parti più black metal il punto di riferimento più diretto sono i giapponesi Abigail, sia per l’impostazioni grezza sia per le contaminazioni thrash. In chiave black/speed i demo dei Sodom possono essere un metro di paragone dello stile adottato dalla band inglese, mentre a livello di sonorità punk/hardcore si apre davvero un mondo, che passa da nomi come gli svedesi Syphilitic Vaginas e tutta la scuola crust/d-beat giapponese capitanata da Death Side, Bastard, Disclose, Acid, Crow, Gloom ecc.
Un disco veramente non per tutti, perché se non si è avvezzi ai suoni noise, può risultare un lavoro di difficilissimo ascolto. Per i fan del metallo cacofonico a tutto tondo può essere invece una scoperta interessante all’interno di un mercato discografico costellato di produzioni eccessivamente lavorate e rifinite.
In conclusione, la volontà degli Äxe di uscire dagli schemi e concentrarsi sull’estremismo puro e semplice è apprezzabile, a patto di aggiustare la tecnica e di non voler strafare.
