AXEL RUDI PELL – Ghost Town

Pubblicato il 19/03/2026 da
voto
5.0
  • Band: AXEL RUDI PELL
  • Durata: 00:55:54
  • Disponibile dal: 20/03/2026
  • Etichetta:
  • Steamhammer Records

Giù il gettone, sta per iniziare una nuova corsa tra le funamboliche note di chitarra del grande chitarrista Axel Rudi Pell… O almeno, sarebbe bello fosse davvero così. Le ultime uscite del biondo musicista tedesco – da considerarsi tra i big per quanto riguarda la scena heavy dalle tinte neoclassiche – non si sono infatti fatte riconoscere per chissà quale estro compositivo: di conseguenza il nuovo “Ghost Town” non porta con sé troppe aspettative.

I nuovi brani composti da Axel si riconfermano purtroppo un po’ scialbi, e ciò che sorprende in effetti è un lavoro chitarristico abbastanza debole ed insipido. Basti prendere il pezzo di apertura, “Guillotine Walk”, per rendersi conto di quanto siano impalpabili le chitarre in fase iniziale o durante strofa e ritornello, un lavoro che probabilmente potrebbe fare qualsiasi chitarrista, quasi alle prime armi.
Certo, durante i solo esce il tocco neoclassico del leggendario musicista teutonico, ma anche in questi momenti – se pur apprezzabili – non vengono certo azionati i fuochi d’artificio.
Come molti dei brani presenti in questo lavoro e del recente passato, a sollevare la situazione arriva in aiuto un sempre ispirato Johnny Gioeli con la sua ugola ruvida e piena, che duetta con il maestro Udo Dirkschneider durante l’heavy massiccio e ruvido di “Breaking Seals”, composizione che acquista sì interesse proprio per la sua presenza, ma dove si ritrovano riff di chitarra dozzinali che, uniti a linee vocali piuttosto mediocri, danno la sensazione di un’altra occasione persa.
L’ascolto procede così, senza alcun sussulto, spesso ripetendo traccia dopo traccia soluzioni sonore simili, in particolare nei ritmi che si mantengono molto controllati senza alcun cenno di voler alzare un attimo la velocità se non nella più rapida “Hurricane” – ci immaginiamo la noia di Bobby Rondinelli (membro storico dei Rainbow) alla batteria nel registrare le sue parti.
Le stesse andature rallentate e soporifere accompagnano “Holy Water”, “Steps Of Stone”, “Higher Call” e la title-track; quest’ultima scelta anche come singolo apripista, nonostante la struttura sulla quale poggia sia di una banalità preoccupante, così come le linee vocali decisamente poco incisive.

Se le composizioni che dovrebbero essere più rappresentative mostrano questi problemi, capiamo come questo sia un disco tutt’altro che imprescindibile all’interno degli acquisti da fare nelle prossime settimane, in particolare tenendo conto della quantità di giovani band lì fuori che possiedono molta più energia, carica sonora e voglia di colpire (vedi i Tailgunner, tornati di recente con un disco elettrizzante, ma ne potremmo citare a decine, da Ambush a Wings Of Steel).
La sensazione è che pubblicazioni come queste siano principalmente un pretesto per mettersi in viaggio verso un lungo tour e raccogliere i frutti di una lunga carriera, che preferiamo ricordare per dischi come “Wild Obsession” e “Nasty Reputation”!

TRACKLIST

  1. The Regicide (Intro)
  2. Guillotine Walk
  3. Breaking Seals (feat. Udo Dirkschneider)
  4. Ghost Town
  5. Holy Water
  6. The Enemy Within
  7. Hurricane
  8. Sanity
  9. Towards The Shore
  10. Steps Of Stone
  11. Higher Call
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