7.0
- Band: AXEL RUDI PELL
- Durata: 00:42:26
- Disponibile dal: 26/04/2010
- Etichetta:
- SPV Records
- Distributore: Audioglobe
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Axel Rudi Pell è senza dubbio uno dei musicisti più conservatori della scena heavy metal: in più di vent’anni di carriera, le variazioni stilistiche della sua omonima band sono state microscopiche, anche nell’artwork dei dischi si è sempre mantenuto sulle medesime coordinate medioevali. Inutile e ingiusto, a questo punto, sperare in una svolta stilistica all’alba del tredicesimo sigillo discografico. “The Crest” rappresenta il consueto sfogo hard n’ heavy del chitarrista teutonico che conferma la stessa formazione degli ultimi anni con Gioeli alla voce e Terrana alla batteria ad alzare il prestigio. Rispetto alle passate release c’è la novità di una produzione curata interamente da Axel, con pregevoli risultati e un retrogusto ’80 che forse negli ultimi anni era un po’ mancato. Considerando che non sarà certo questo il disco che farà cambiare idea ai detrattori, è giusto segnalare come in “The Crest” il livello del songwriting sia leggermente migliorato rispetto alle ultime pubblicazioni in studio della band tedesca. Soprattutto nella prima parte gli Axel Rudi Pell ci regalano una manciata di brani sempre in bilico tra sonorità hard rock e mid tempo heavy melodici dal timbro neoclassico, che faranno la felicità degli affezionati grazie a riffing e ritornelli ispirati, oltre alla consueta prestazione di rilievo dei musicisti in questione. Le ottime scelte melodiche di “Too Late” e il dinamismo di “Prisoners Of Love”, ma anche pezzi cadenzati con atmosfere epiche come “Devil Zone”, risultano godibili e a tratti entusiasmanti sin dai primi ascolti, mentre nella seconda parte qualche calo è riscontrabile ad esempio nella lunga “Dark Waves Of The Sea”, episodio troppo discontinuo che riprende “Oceans Of Time”, tratta dall’omonimo disco del ’98, senza rinverdirne i fasti. Note positive invece per la ballata “Glory Night”, in cui il bravissimo Johnny Gioeli offre il meglio di sé dal punto di vista interpretativo ed emozionale: ennesimo punto a favore di un disco non impeccabile, considerando il leggero calo finale, ma dotato di qualità e feeling, che non mancherà di regalare soddisfazioni anche dal vivo.
