AXIOMA – Sepsis

Pubblicato il 28/06/2022 da
voto
6.0
  • Band: AXIOMA
  • Durata: 00:40:38
  • Disponibile dal: 24/06/2022
  • Etichetta:
  • Translation Loss

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Urlato, scabroso e derelitto, “Sepsis” degli Axioma è il tipico frutto dell’underground estremo americano. Un album di miscellanee e negatività, preda di una rabbia incancrenita e di un nero malessere tipico di chi sta ai margini, urla inascoltato, si dibatte e lotta senza compiere significativi passi avanti. Le influenze privilegiate sono quelle note, dai Neurosis finché hanno avuto più impeto che calma, allo sludge sudista più decomposto, al black metal evoluto e ai suoi slanci spessi e dissennati. Infine, un’algida patina orrorifica a far deperire ulteriormente il suono, farlo marcire fin nelle fondamenta. Nulla di nuovo o particolarmente elaborato, frutto di una band qui al suo secondo album e sicuramente in possesso di una buona padronanza della materia. Quella che permette agli esperti musicisti di Cleveland di offrire un prodotto quantomeno curato e levigato, in grado di fornire un’esperienza di ascolto decorosa. Peccato sia soprattutto la forma a salvarsi in “Sepsis”, mentre la sostanza, nonostante la cura nel lavoro di chitarra, nelle dinamiche e nell’alternanza di assalti e meditazioni, lasci un forte gusto di già sentito, già detto ed espresso fino alla nausea.
Si susseguono accelerazioni laceranti, tempi medi amarissimi e dolenti, urla squarcianti, tra l’hardcore e l’extreme metal moderno, una pesantezza che prende quanto di più avvelenato via sia in materia black, sludge e doom metal; si fanno molti tentativi, si suda e si avanza sprezzanti, ma in fondo senza riuscire a far male. Si vorrebbe far percepire il disgusto e lo sfinimento di realtà come Thou e AmenRa, far agonizzare a colpi di scure-chitarra, interpretando un senso di sofferenza ampio e mastodontico; sensazioni che affiorano, per carità, che non sono così lontane da quello che gli Axioma vorrebbero farci provare. Eppure, il chitarrismo cerebrale e curato, il dilaniarsi della voce – in un aggredire che si fa spesso sfinito e comatoso – l’incancrenirsi in un doom asfittico e maleodorante, non producono risultati tangibili. L’impressione è quella di un gran affannarsi privo di costrutto, di un girare in tondo incapaci di convogliare in qualcosa di veramente interessante le proprie idee. Le singole tracce, pur alternando i colpi e provando differenti approcci – da assalti senza compromessi, a elefantiaci cerimoniali, a grandinate di groove – partono bene per non approdare di fatto in nessun luogo, rimanendo in un limbo che le fa ascoltare volentieri, ma non le fa ricordare. Peccato, perché il parossismo dell’insieme, il frullare i generi e la dirompenza di una produzione nitida ma sufficientemente ombrosa avrebbero meritato una scrittura ben più efficace. “Sepsis” è disco passabile, dignitoso, ma destinato inesorabilmente a finire in fretta nel dimenticatoio.

TRACKLIST

  1. Blood Ruminations
  2. Contortions of Passage
  3. Septic
  4. God Extraction
  5. The Tower
  6. Emptiness of Anguish
  7. A New Dark Age
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