AYYUR – Balkarnin

Pubblicato il 30/04/2020 da
voto
7.0
  • Band: AYYUR
  • Durata: 00:14:19
  • Disponibile dal: 27/03/2020

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Gli Ayyur sono un progetto black metal tunisino che dal 2007 ad oggi ha pubblicato un pugno di uscite tra EP e split, e che si fa vedere in questo 2020 con questo nuovo “Balkarnin”, composto di due sole tracce (nella versione digitale ed autoprodotta: l’altra, in cassetta, contiene quattro bonus track, brani tra il 2008 e il 2010 mai rilasciati). Il duo, che si incarna nella figura del main man Angra Mainyu con l’apporto alla batteria di Shaxul (già voce nei Deathspell Omega fino al 2002) utilizza il black metal come veicolo di una forte inquietudine che permea le due canzoni qui proposte. Va detto che quattordici minuti di musica sono davvero pochi per farsi un’idea concreta di questo nuovo lavoro, ma le note qui composte si fanno ascoltare con vivo interesse. La provenienza geografica della band, per quanto inusuale, non viene strumentalizzata con inutili orpelli o innesti ‘esotici’, e notiamo, in questi due brani, una certa bravura nel creare atmosfere di grande desolazione: quello che gli scandinavi sanno fare con tundre e ghiacci, qui emerge in un senso totalmente opposto, sotto un sole cocente e impietoso; le sonorità che uniscono le parti prettamente musicali sono asfissianti, terrorizzano con un semplice eco, riescono ad essere suggestive senza fare nulla di che, cosa che va assolutamente a favore degli Ayyur. I brani riprendono un black scarno e minimale, il primo nome che ci viene in mente è quello di Burzum, prevalentemente nell’incedere ipnotico di “II”, e alla fine di questo quarto d’ora ci ritroviamo a volerne sentire ancora, segno che nella sua asettica semplicità la band sa come strutturare la propria musica in maniera funzionale.
Non sappiamo se gli Ayyru avranno mai intenzione di pubblicare un full-length, benché speriamo di si, intanto questo “Balkarnin” è un ottimo assaggio di black metal magnetico e immaginifico, che rielabora alcune ottiche classiche e che saremmo curiosi di vedere espandersi in qualcosa di più concreto.
Il voto per i pezzi in sé potrebbe essere anche più alto, ma ci risulta difficile sbilanciarci troppo di fronte a solo quindici minuti di musica.

TRACKLIST

  1. I
  2. II
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