AZURE AGONY – India

Pubblicato il 30/11/2012 da
voto
6.5
  • Band: AZURE AGONY
  • Durata: 00:57:46
  • Disponibile dal: 26/10/2012
  • Etichetta: SG Records
  • Distributore: Andromeda

Gli Azure Agony suonano progressive (metal nelle intenzioni, rock nei fatti) e giungono alla pubblicazione di “India” dopo tre anni dal precedente album strumentale “Beyond Belief”. L’impressione di questo lavoro è quella di una band sicuramente convinta dei propri potenziali, ma che ha avuto paura di suonare troppo heavy, con il risultato di un eccessivo ‘imborghesimento’ delle chitarre, assolutamente prive di mordente e relegate ingiustamente in secondo piano, sovrastate dalla voce del nuovo entrato Federico Ahrens. Partiamo dall’opener, “Twin Babel”, che, pur prendendo spunto dai migliori Fates Warning (band che ha influenzato molti pezzi di quest’album, e ciò è cosa buona e giusta) e dimostrando una buona perizia compositiva, tuttavia perde vigore proprio per scelte di produzione, risultando eccessivamente delicata. Anche la successiva “Private Fears” è un chiaro esempio di questa cosa: provate ad immaginarla con delle chitarre distorte come si deve, e vi renderete conto di come la band sia ottima ma sfruttata male. Le cose vanno meglio nella successiva “Libra’s Fall”, graziata da ottimi intermezzi solistici e da un drumming forsennato, così come in “My Last Time On Earth” dove finalmente i Nostri giocano a fare i Dream Theater, con risultati più che buoni. Le nostre orecchie lentamente si abituano a questo suono (e alla voce di Ahrens, in linea con mille altri singer della penisola), e lasciano passare la title-track “India”, ovvero dieci minuti tirati di progressive con momenti altamente atmosferici, oppure “A Man That No Longer Is”, a nostro avviso il pezzo più azzeccato del platter. Un album di buon valore musicale, che con le accortezze di cui sopra avrebbe rappresentato una buona freccia all’arco della band. Risultato sfiorato, perché a parte le chitarre tutto il resto suona stupendamente, ed ogni strumento è pienamente intellegibile. Siamo sicuri che dal vivo la band suonerà più ‘metal’, ed i pezzi acquisteranno valore aggiunto.

TRACKLIST

  1. Twin Babel
  2. Private Fears
  3. Libra's Fall
  4. My Last Time On Earth
  5. India
  6. Hold My Hand
  7. A Man That No Longer Is
  8. Forever Blind
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