AZURE EMOTE – Cryptic Aura

Pubblicato il 20/07/2025 da
voto
7.0
  • Band: AZURE EMOTE
  • Durata: 00:42:21
  • Disponibile dal: 25/07/2025
  • Etichetta:
  • Testimony Records

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Gli Azure Emote sono chiaramente una band vittima del paradosso del gatto di Schrödinger: una band di Schrödinger in pratica. Vivi e morti contemporaneamente, morti per la maggior parte della loro carriera, nella sordina più pura di un fantomatico esistere, e poi vivissimi quando si arriva alla pubblicazione di un nuovo album sulla lunga distanza, talmente carico e ricco di idee e spunti da farci dubitare della apparente morte del progetto.
Stiamo già attorcigliando la recensione su di un pericoloso toboga senza fine, quindi la cosa migliore è fare un passo indietro e riepilogare brevemente la storia di questa band americana, di stanza in Pennsylvania, a Philadelphia, e capitanata dal prode Mike Hrubovcak, cantante e tastierista anche in forza nei Monstrosity e nei Vile: Hrubovcak crea gli Azure Emote nel lontano 2003 come spazio musicale personale per poter dare solenne sfogo alla sua epica creatività; creatività che si materializza soltanto nel 2007, quando esce il debutto “Chronicles Of An Aging Mammal”, un disco totalmente folle ed estemporaneo che miscela completa anarchia sonora, elettronica impazzita e death metal di stampo brutale. Esperimento fin troppo azzardato, diranno i posteri, che mette in stand-by il personaggio e la sua creatura fino al 2013, anno d’uscita del seguente “The Gravity Of Impermanence”, primo accenno di rinsavimento verso un songwriting sì schizoide ed originale, ma perlomeno con un briciolo di senso logico. Nel frattempo, la band si amplia e stabilizza, sebbene non prenda mai le sembianze di vero gruppo attivo, bensì resti in quel limbo di vita di cui sopra, teso a ravvivarsi quando gli altri progetti dei membri Azure Emote latitano di dinamismo.
Arriviamo alla pandemia e, nel 2020, altri sette anni dopo il precedente lavoro, esce il terzo “The Third Perspective”, nuovo mattoncino verso musica più lineare. Mike Heller (ex Fear Factory) alla batteria e Kelly Conlon (bassista dei Death su “Symbolic”, mica bruscoletti!) al basso diventano membri stabili, unendosi a Hrubovcak e al fido chitarrista Ryan Moll. Dopo altri cinque annetti di silenzio, ecco arrivare gli Azure Emote al quarto album completo, il qui presente “Cryptic Aura”, forse quello della svolta verso una nomea più importante, vi chiederete voi.
Mah, forse sì e forse no, il giudizio si assesta per l’ennesima volta verso una promozione più che discreta, avvelenata però dai soliti difetti di base che permeano questa creatura fin dal giorno uno: freddezza, minima capacità di coinvolgimento, carenza piuttosto pesante di un senso d’attecchimento che tale musica non possiede. L’avantgarde death metal proposto da Hrubovcak e soci fatica proprio a restare in mente e si dimentica come niente non appena terminato l’ascolto.
Ora, fino a qui saremmo da voto 5 o 5,5 al massimo, non si voglia che il gruppo americano, se inquadriamo “Cryptic Aura” in un’ottica più allargata, continua piano piano a migliorare la sua proposta rendendola ogni lavoro più accattivante e piacevole da ascoltare, sia a livello di esecuzione tecnica singola, ben trasposta all’interno di un collettivo musicale, sia sotto l’aspetto della fruibilità del disco, non prolisso come lo era “The Gravity Of Impermanence”, dotato di un andamento razionale e quasi comprensibile e di uno spirito evolutivo ben evidente nella promozione a membro ufficiale del violinista Pete Johansen (ex Tristania ed ex Sirenia) e nell’introduzione della nota Anna Murphy (ex Eluveitie) alle voci femminili. Tali movimenti di line-up rendono più riconoscibile “Cryptic Aura” all’interno della discografia dei ragazzi di Philadelphia, ad esempio nell’aumentato uso del violino, davvero a tratti super-protagonista del platter, oppure nell’interazione tra i sottofondi di tastiera e parti elettroniche con i soli supersonici di chitarra, con gli estemporanei gorgheggi della Murphy oppure con le fluidissime parti di basso di Conlon. Il riffing è buono, tra death metal, techno-death, qualche tratto black e ghirigori vari che poco badano al genere o sottogenere che sia.
Se fino al disco precedente i gruppi di riferimento associabili agli Azure Emote erano difficilmente menzionabili, oggi facciamo in fretta a segnalarvi i Ne Oblisviscaris, i Behemoth, i Cradle Of Filth e i Septicflesh più orchestrali quali le formazioni a cui a grandi linee la band americana tende a somigliare. Alcuni pezzi di una tracklist comunque difficile da assimilare spiccano dal resto; resto che si assesta sui più classici livelli del ‘formalmente ottimo, ma manca quel qualcosa in più!’: ci riferiamo ad “Into Abysmal Oblivion”, “Insomnia Nervosa” e la più thrashy “Aeons Adrift”, guarda caso le prime tre canzoni; si cala leggermente a centro disco, per poi riprendersi bene con “Feast Of Leeches” e “Return To The Unknown”, fino alla chiosa allucinata e disturbante di “Writhing Lunacy”.
In senso generale, dunque, per concludere questa disamina, potremmo affermare con poche ombre di dubbio che gli Azure Emote sono vivi e vegeti e continuano a maturare sempre più. Nella nascente scena avantgarde death metal del tempo che fu, “Crytpic Aura” sarebbe stato uno tra i dischi appena sufficienti, mentre oggi riesce a spiccare alquanto per personalità e sana dose di bizzarria. Difficilissimo farsi trascinare da un lavoro come questo, ma è innegabile come la band stia mettendo un mattoncino dietro l’altro al fine di raggiungere un’identità immediatamente identificabile. E sono a buon punto, secondo noi.

 

TRACKLIST

  1. Into Abysmal Oblivion
  2. Insomnia Nervosa
  3. Aeons Adrift
  4. Bleed With The Moon
  5. Defiance Infernus
  6. Provoking The Obscene
  7. Disease Of The Soul
  8. Feast Of Leeches
  9. Return To The Unknown
  10. Writhing Lunacy
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