6.5
- Band: BAEST
- Durata: 00:45:00
- Disponibile dal: 05/03/2021
- Etichetta:
- Century Media Records
- Distributore: Sony
Con quella prontezza che li contraddistingue sin dagli esordi, i Baest arrivano al traguardo del terzo full-length a un anno e mezzo di distanza dalla pubblicazione del precedente – tutt’altro che memorabile – “Venenum”. I death metaller danesi, nel loro procedere a tappe forzate, ricordano i connazionali Hatesphere, realtà partita con le migliori intenzioni e poi nel corso del tempo persasi in una miriade di uscite affrettate e sempre più anonime, con l’eccezione di un paio di exploit. I Baest sembrano ancora agli inizi della loro carriera, tuttavia sin qui non hanno mai dato l’impressione di essere un gruppo in grado di fare la differenza all’interno del circuito death metal, fra un debut album altalenante e una seconda prova persino più incerta. Questo nuovo “Necro Sapiens”, comunque, riesce quantomeno a farsi segnalare per un discreto disco di genere, mettendoci davanti a un sound capace di viaggiare su due binari che il quintetto sa far incontrare con buona regolarità. Da una parte il groove tipico di certo death metal europeo, dall’altra qualche venatura melodica e un estro a livello chitarristico finalmente in grado di produrre qualche spunto subito memorizzabile. Ancora una volta, il primo termine di paragone per le atmosfere dei Baest sono i Bloodbath del secondo periodo con Mikael Åkerfeldt alla voce, influenza che i giovani danesi rielaborano con profonda conoscenza e passione, pur senza mai arrivare a lambire livelli di eccellenza. Rispetto al passato, tuttavia, è appunto piuttosto evidente una crescita nel songwriting, a partire dalla maggiore identità conferita si singoli brani, per arrivare a qualche impennata di tecnica e di verve in chiave armonica, elementi che rendono tracce come “Abattoir”, “Towers of Suffocation” o “Meathook Massacre” tra le più complete e riuscite del repertorio del gruppo. Dopo due album insipidi, i Baest riescono quindi a trovare un loro equilibrio con questo “Necro Sapiens”: come in passato, fin dal primo ascolto si capisce dove la band voglia andare a parare, ma questa volta la tracklist del disco non risulta caratterizzata dal più scoraggiante grigiore compositivo, denotando anzi un brio che a tratti lascia ben sperare per il futuro di questa realtà. Forse i cinque di Aarhus stanno iniziando a trovare la cosiddetta quadratura del cerchio.
