BARBAROUS – Initium Mors

Pubblicato il 09/08/2025 da
voto
7.0
  • Band: BARBAROUS
  • Durata: 00:29:08
  • Disponibile dal: 01/08/2025
  • Etichetta:
  • Creator Destructor

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“Initium Mors” è l’album di debutto dei californiani Barbarous, giovane formazione attiva da un anno e dedita a un death metal genuino e di buona qualità. Nulla di imprescindibile o con l’ambizione di riscrivere le regole del genere, ma una sana mezzora di death metal solido e di impatto, che il quintetto originario di Oakland ama definire “barbaric death metal”.
Ci troviamo al cospetto di una band affacciatasi da poco tempo sulla scena, ma che non è composta da musicisti alle prime armi; al contrario, tutti i componenti del quintetto vantano militanze in nomi più o meno conosciuti del sottobosco brutal death metal e deathcore a stelle e strisce (Splattered, Broken Glass Sanctuary e Cerebral Effusion su tutti).

Pur venendo dalla Bay Area, i Barbarous non suonano quindi il classico thrash metal che ha reso famosa la loro regione, ma si rifanno in tutto e per tutto alle sonorità del death metal floridiano a cavallo tra gli anni Novanta e i Duemila. Dunque, i punti di riferimento sono tutti i cavalli di razza del genere: i Malevolent Creation da “In Cold Blood” in poi, i Monstrosity e soprattutto i Cannibal Corpse del dopo “Vile”.
Pesantezza e velocità sono sicuramente due ingredienti che non mancano durante i ventinove minuti di “Initium Mors”, che fin dalle prime battute scarica a terra tutta la sua energia tra blast-beat, muri di doppia cassa e intensi riff in tremolo picking. La struttura delle composizioni scorre fluida e senza pecche, ben supportata da una serie di incastri che nella loro semplicità risultano sempre precisi e indovinati, il che è un vantaggio per un album che punta tutto sulla linearità e non sulla ricerca ossessiva del virtuosismo.
Le chitarre pagano dazio alla scuola di mostri sacri come Phil Fasciana e Rob Barrett, dando vita a una cascata di riff tra accelerazioni e parti più cadenzate, che fortunatamente non sfociano mai nella monotonia dello slam, ma tengono il punto su soluzioni tipiche degli anni d’oro del genere come armonizzazioni e coinvolgenti cambi di tempo. Un ruolo chiave viene affidato anche alla melodia sia a livello di ritmiche sia di assoli, mentre la voce segue i dettami classici, alternando parti in growling e screaming, ma senza mai spingersi su tonalità troppo estreme.
Senza risultare particolarmente tecnica, la batteria svolge bene il suo compito a livello di dinamicità, prendendo più di uno spunto dai padrini del passato: Alex Marquez per le parti in doppia cassa, Lee Harrison e Paul Mazurkiewicz per i ritmi più sostenuti. Indiscutibile l’alta qualità della produzione, in cui spiccano la distorsione corposa delle chitarre e un mixaggio che bilancia alla perfezione tutti gli strumenti. Unico appunto: l’eccessiva pulizia dei suoni di batteria, che in alcuni passaggi denotano una fastidiosa patina di artificiosità. Peccato per questa stonatura, perché la vera forza di “Initium Mors” è riuscire a fare bene le cose semplici e senza ricorrere a inutili orpelli.

Tirando le somme, il debutto dei Barbarous è sì un prodotto derivativo, ma che convince dall’inizio alla fine, perché è in grado di miscelare il lato brutale e furioso di certo death metal statunitense vecchio stampo con un pizzico di melodia. Un disco che merita un’opportunità, se siete dei fan della seconda fase dei Cannibal Corpse e di dischi come “Evisceration Plague”.
Infine, plauso obbligatorio per l’ottima copertina del maestro Dan Seagrave, che, giocando con colori cupi e ambientazioni fantastiche, riesce ancora una volta a trasformare in immagini le inquietudini e gli incubi della musica proposta.

TRACKLIST

  1. Injection Of The Exhumed
  2. By Lead Or Steel
  3. Tools Of The Trade
  4. Initium Mors
  5. The Tomb Spawn
  6. Conscious Decomposition
  7. Anointing The Sick
  8. Coup De Grace
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