BARE INFINITY – The Butterfly Raiser

Pubblicato il 25/04/2017 da
voto
7.5
  • Band: BARE INFINITY
  • Durata: 01:04:42
  • Disponibile dal: 03/03/2017
  • Etichetta:
  • Blackdown Music

Spotify:

Apple Music:

Innovare in un genere stantio come il symphonic metal con voce femminile non è cosa semplice: negli anni diverse band hanno imposto un loro standard a cui spesso si tende ad andare dietro ciecamente senza seguire quella che può invece essere un’ispirazione per fare qualcosa di nuovo. Non è questo il caso dei Bare Infinity, giunti alla seconda prova in studio e guidati dal mastermind Tomas Goldney, che nella nostra connazionale Ida DeRazza e nel greco Steve Davis ha trovato i compagni giusti per portare avanti una band che, lontano dalle luci della ribalta, si sta facendo il suo piccolo orticello. “The Butterfly Raiser” non fa certo gridare al miracolo, ma – rispetto a certi scivoloni che determinate band del genere sopracitato hanno fatto in questi ultimi anni – si lascia ascoltare con una certa rilassatezza e attenzione accompagnandoci con grinta in 64 minuti di album. Sarà che ci troviamo di fronte a un lavoro dove tutto è curato nei minimi dettagli, dai campionamenti alle ospitate di esterni come l’ottimo passaggio di flauto a cura di tale Albert Dannemann sulla seconda traccia, “Artemis” (che subito richiama una certa band folk metal elvetica…) o come il bouzuki su “Sands of Time”, a cura del greco Ioannis Maniatopoulos, mentre a condire il tutto ci sono l’artwork a tema buddhista a cura della frontgirl del combo e la generale bravura negli arrangiamenti del trio con base in Grecia. In ogni caso è fuori da ogni dubbio che le canzoni dei Bare Infinity funzionino molto bene, anche quelle come “Hear Me Out”, dove si va a punzecchiare una certa vena pop che il nostro trio non ha affatto paura di nascondere dietro a riffoni alla Rage; anzi, le tastiere e la bellissima voce di Ida sono le vere protagoniste di questo pezzo. Altri esempi da citare sono la penultima “The Devil’s Call”, con una spettacolare parte blueseggiante nel finale, e la durissima “Ashes”, dove Tomas Goldney ha modo di divertirsi con un riffing e una specie di cantato in scream/growl che ricordano parecchio le ultime prove in studio dei Dark Tranquillity. È proprio la ritmica, tra l’altro, pur accontentandosi di avere un ruolo marginale rispetto a voce e tastiera, a sfoderare una prestazione di altissimo livello, rimanendo rocciosa per tutto l’album: segnalazione obbligatoria visto che è abbastanza raro trovare gruppi che siano in grado di far sentire un vero riff su un album symphonic/power. Insomma: tra synth, tastiera, delle idee di riffing ben chiare e poco arzigogolate e una produzione di tutto rispetto, i Bare Infinity riescono ad arrivare dove certi gruppi ultimamente faticano, ovvero la creazione di un disco godibile, leggero, ma dalla complessità inequivocabile. Il lavoro dei tre musicisti è davvero di gran classe e non mancherà di soddisfare gli ascoltatori del power metal con voce femminile. In particolare, per chi è rimasto deluso dall’ultimo Nightwish il disco potrebbe rivelarsi un’ottima scoperta. Non vi resta che dare una possibilità a questo per ora poco conosciuto gruppo se siete amanti del genere o del power metal in generale.

TRACKLIST

  1. Race of Destiny
  2. Artemis
  3. Reaching for the Sun
  4. In Desertis
  5. The Butterfly Raiser
  6. Sands of Time
  7. Hear Me Out
  8. Orion's Light
  9. Ashes
  10. Robin's Eye's
  11. The Devil's Call
  12. The Sword, the Stone and the Wolf
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.