BARREN PATH – Grieving

Pubblicato il 25/10/2025 da
voto
7.5
  • Band: BARREN PATH
  • Durata: 00:13:37
  • Disponibile dal: 31/10/2025
  • Etichetta:
  • Willowtip Records

Per alcuni musicisti, la fine di un percorso è solo l’inizio di una nuova avventura. È il caso del chitarrista Takafumi Matsubara e del batterista Bryan Fajardo, i quali – archiviata l’esperienza comune nei Gridlink, autori nel 2023 del canto del cigno “Coronet Juniper” – hanno pensato bene di riunirsi a stretto giro nei qui presenti Barren Path, portando avanti un discorso fatto di grindcore evoluto, schizzato e tecnicissimo.
Al microfono, ovviamente, non c’è più Jon Chang, voce dei leggendari Discordance Axis, ma reclutando Mitchell Luna (Maruta, Shock Withdrawal) si può dire che i Nostri abbiano fatto comunque centro, assicurandosi i servigi di un frontman esperto e preparato, mentre a dare un senso di continuità con il passato recente ci pensano gli innesti di Mauro Cordoba (basso) e Rory Kobzina (chitarra), anch’essi coinvolti nelle registrazioni del suddetto “Coronet…”.

Nasce così “Grieving”, edito dall’affidabile Willowtip e contenente un quarto d’ora scarso di musica in grado di ribadire un approccio alla materia tanto sfidante – vista la mole di idee eseguite alla velocità della luce e condensate in un pugno di schegge impazzite – quanto accattivante, in virtù di un songwriting che, proseguendo nel solco tracciato da quello dei Gridlink, riesce miracolosamente a non perdere la bussola e a conferire un senso logico al succedersi quasi fantascientifico di riff, cambi di tempo e blast-beat.
Anche in questa sede, Matsubara si conferma insomma un maestro dell’equilibrio e dell’espressività; un Hattori Hanzo che, prestatosi alla causa grind, infonde armonia e controllo a quella che per molti continuerà a sembrare una matassa inestricabile, ma che in realtà – almeno per un orecchio allenato – spiccherà immediatamente per la sua capacità di comunicare all’ascoltatore e di svilupparsi sempre in modo vivace e fluido, con le solite, peculiarissime pillole di melodia partorite dal guitar work a rendere ancora più caratteristica e imprevedibile la narrazione.
Un caleidoscopio di ingegno e furia su cui poi Fajardo, come da tradizione nei progetti che lo vedono o lo hanno visto coinvolto (Noisear, Kill the Client, P.L.F., ecc.), si diverte a intrecciare una ragnatela fittissima di pattern impensabili, facendo sembrare semplice un’operazione che altrove – anche all’interno dell’alveo death/grind più parossistico – verrebbe probabilmente accantonata per mancanza di forza e precisione.

Un racconto furibondo e sgargiante – un po’ come il dipinto scelto per la copertina – che invita giocoforza all’ascolto totale, senza interruzioni, e che nonostante una stringatezza oggettiva riesce comunque a lasciare il segno grazie alla visione, alla potenza e alla meticolosità di una scrittura che gli amanti di un certo tipo di metal estremo – dai fan degli autori di “The Inalienable Dreamless” a quelli di Insect Warfare e Wormrot – non faticheranno a reputare eccellente.

TRACKLIST

  1. Whimpering Echo
  2. Subversion Record
  3. Primordial Black
  4. No Geneva
  5. Isolation Wound
  6. The Insufferable Weight
  7. Relinquish
  8. The Unreliable Narrator
  9. Celestial Bleeding
  10. Lunar Tear
  11. Horizonless
  12. In the End… The Gift is Death
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