BASTIAN – Rock Of Daedalus

Pubblicato il 24/03/2016 da
voto
6.5
  • Band: BASTIAN
  • Durata: 00:48:50
  • Disponibile dal: 05/02/2016
  • Etichetta: Underground Symphony
  • Distributore: Audioglobe

Ad un paio d’anni di distanza dalla pubblicazione dell’acerbo esordio intitolato “Among My Giants”, opera in cui presenziano alcuni ospiti di fama mondiale come Vinnie Appice, Mark Boals e Michael Vescera, il progetto guidato dal chitarrista Sebastiano Conti rilascia un gradevole sequel, che denota alcune auspicate e fondamentali migliorie in fase di composizione. Liberamente ispirato alla mitologia greca, “Rock Of Daedalus” contiene dieci episodi fieramente avvinghiati ai rigidi dettami dell’hard rock e dell’heavy metal classico, eseguiti con indubbia competenza da un collettivo composto da navigati professionisti. In casi come questi, il rischio di inserire il pilota automatico è altissimo ma, per nostra fortuna, ci avventuriamo in un lavoro complessivamente ben concepito, da cui emergono una manciata di spunti degni dei professionisti coinvolti. Con una formazione ridotta ai minimi termini, nella quale figura al microfono il sempreverde Vescera, alla batteria l’iperattivo John Macaluso (Riot, TNT, Yngwie Malmsteen) ed al basso l’ottimo Corrado Giardina, il collettivo internazionale punta tutte le sue carte su soluzioni strumentali relativamente quadrate. Nonostante emerga qualche temuto calo di tensione, causato dalla latente incisività insita nei fiacchi chorus di “18 In Woodstock” e “Man In Black”, rimaniamo altresì colpiti dal bollente groove zeppeliniano di “Strange Thoughts” e “The Pide Piper”. Al momento opportuno, i Nostri spingono il pedale sull’acceleratore con l’incisiva “Steel Heart”, prodigandosi al contempo con ispidi e geometrici chiaroscuri che delineano la spina dorsale delle massicce “Vlad” e “Terminators”. Fervidi umori hendrixiani scolpiscono le fondamenta della concitata “Smokin’ Joe”, mentre “Wind Song” è una pregevole ballad caratterizzata da passionali umori, che strizzano l’occhio ai Poison più maturi. Una produzione più avvolgente, curata e professionale avrebbe donato una marcia in più ad un’opera che rappresenta un nuovo punto di partenza per una compagine alla ricerca della definitiva consacrazione artistica.

TRACKLIST

  1. Strange Thoughts
  2. The Pide Piper
  3. Vlad
  4. Terminators
  5. Man Of Light
  6. Man In Black
  7. 18 In Woodstock
  8. Steel Heart
  9. Smokin’ Joe
  10. Wind Song
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