BATHORY – Nordland I

Pubblicato il 27/01/2003 da
voto
7
  • Band: BATHORY
  • Durata:
  • Disponibile dal: //2002
  • Etichetta:
  • Distributore: Spin-go

Un ritorno importante, questo di Quorthon, personaggio del quale la scena metal non può fare a meno. Sarebbe noioso rievocare l’importanza dei Bathory sia come capostipiti di un certo stile, sia come costante punto di riferimento per tutti questi anni e per le canzoni indimenticabili che hanno saputo donarci. Guardiamo invece al presente, meno glorioso del passato, ma ugualmente interessante. “Nordland I” segue la scia che il bel “Blood On Ice” aveva aperto qualche tempo fa verso quella dimensione epica intrisa di mitologie nordiche. Si comincia da “Prelude”: i Bathory hanno fatto scuola anche su come si inizi un cd, con le loro introduzioni lunghissime… per alcuni anche questa potrà sembrare snervante, ma la traccia riesce a rapire la fantasia di chi ascolta e catapultarlo all’interno del concept del gruppo. La dimensione dei Bathory di “Nordland I” è un mondo di infinite distese di ghiaccio, una terra in cui cielo e terra sembrano una sola cosa, terse atmosfere inondate dal richiamo degli Dei, un universo mentale dell’uomo che vive in quelle terre in cui il destino è segnato in un futuro oscuro, senza che per questo egli si arrenda al cupo fato. L’opener “Nordland” accende subito lo spirito, trascina in una marcia verso l’aldilà incontro al destino, verso gli antichi. Il potere delle rune sembra qui riprender corpo: non ha importanza se fate parte delle schiere degli Einherjar, i confini tra vita e morte ve li siete lasciati alle spalle, qui regna solo l’estasi del vostro animo che ha raggiunto la pace dei sensi. Un heavy metal semplice, grezzo, maestoso grazie ai cori che rendono l’atmosfera densa e atemporale. Tutto sembra immobile, mentre la musica macina sonorità che cullano i vostri stati d’animo. Quorthon è un gran conoscitore dell’arte scaldica, un bardo che non si stanca mai di raccontare storie di miti passati di cui sa rievocare la forza e trasmettendola in una musica che definire soltanto ‘epica’ è un omicidio di sensibilità. “Vinterblot” continua lo stile Bathory al quale siamo abituati da tempo, mentre “Dragons Breath” è maggiormente aggressiva e più sofferta anche se i ritmi non accelerano mai. Forse la mancanza di cambi di tempo toglie troppa dinamicità ad un album che nella prima parte riesce a sopperire alle carenze croniche della band, ma che nella seconda fa venire alla luce i lati negativi lasciando un po’ d’amaro in bocca. Le canzoni non sono male, ma dai Bathory ci si aspetta sempre qualcosa in più del solito loro trademark. Prima che l’album si trascini verso la fine possiamo ancora immergerci nella ballad “Ring Of Gold”, che ricorda “Man Of Iron” presente in “Blood On Ice”, ma ci sarebbe da metter la firma per composizioni così intense, inni sinceri cantati da un uomo del nord alla sua terra. Forse il voto è un po’ generoso, ma dopotutto di produzioni epiche così intense non ce ne sono poi molte. I Bathory sono una band alla quale i neofiti gruppi power dovrebbero guardar e rubare qualche piccolo, prezioso segreto; un punto di riferimento per le black metal band che vogliono tingere il loro nero verbo di sentita epicità. Un gruppo che scrive la storia dell’heavy metal e che merita di essere avvicinato da tutti quelli che amano questo genere, anche da una sincera e semplice dichiarazione d’amore per la propria terra e la propria tradizione, come quella che fa Quorthon in questo “Nordland I”, da cui possiamo certamente imparare molto.

TRACKLIST

  1. Prelude
  2. Nordland
  3. Vinterblot
  4. Dragons Breath
  5. Ring Of Gold
  6. Foreverdark Woods
  7. Broken Sword
  8. Great Hall Awaits A Fallen Brother
  9. Mother Earth Father Thunder
  10. Heimfard
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