BATHORY – Under The Sign Of The Black Mark

Pubblicato il 01/02/2013 da
voto
9.0
  • Band: BATHORY
  • Durata: 00:35:39
  • Disponibile dal: 11/05/1987
  • Etichetta: Black Mark
  • Distributore:

Se il black metal nel 2013 è ancora ben che vivo, lo si deve anche ad un gruppo entrato nella Storia della musica estrema, quale i Bathory. All’incirca vent’anni fa, il fenomeno black metal esploso in Norvegia non nacque dal nulla ma sviluppò il messaggio lasciato qualche anno prima da band illuminate che avevano anticipato i tempi. Quorthon, mente e anima dei Bathory, nei suoi primi album aveva sviluppato una musica satanica, oscura, violenta e grezza che era difficile trovare altrove. Qualcosa si poteva riscontrare in qualche produzione estrema thrash metal o in appena un’altra manciata di release. Ma il gruppo che più di tutti ha influenzato la nascita del black metal e che, a distanza di tanti anni, continua a farlo è quello di Quorthon. Nello specifico è proprio “Under The Sign Of The Black Mark” del 1987, dal titolo profetico, ad aver lasciato un segno indelebile nella musica metal estrema. In questa release, la terza dei Bathory su lunga distanza, ci sono un paio di brani che sono tra i più imitati negli ultimi vent’anni: “Call From The Grave” e “Woman Of Dark Desires”, vuoi per la loro semplicità d’esecuzione, vuoi soprattutto per l’atmosfera infernale che riescono a sprigionare. Il metallo nero non può proprio avere un esponente migliore dei Bathory nell’insegnare cosa significhi marchiare la musica con l’oscurità. In “Under The Sign Of The Black Mark” non ci sono solo questi due capolavori, riprodotti da altri artisti all’infinito, ma tutto l’album presenta delle pietre miliari e ogni amante del black metal inteso come lo conosciamo noi oggi dovrebbe avere a casa questo disco. Oltre al thrash violento di “Equimanthorn”, c’è l’opener “Massacre”, brano principe in cui è condensata tutta l’essenza dello stile demoniaco dei Bathory. Non che nei due full-length precedenti, “Bathory” e “The Return…”, Quorthon non avesse già sviluppato e creato il trademark del suo grandioso progetto, ma è con questo capolavoro che l’artista svedese sublima il proprio stile riuscendo a portarlo a livelli incredibili. Provate ad ascoltare bene Darkthrone, Immortal, primi Satyricon e gli altri precursori norvegesi e chiedetevi dove possano aver avuto l’ispirazione per la loro musica nera: la risposta è ovvia, dagli svedesi Bathory. Gli Immortal probabilmente avranno ascoltato migliaia di volte brani come “Massacre” o “Enter The Eternal Fire”, e così probabilmente fecero molti tra quelli che sono considerati fondamentali nella storia del black metal. Quorthon, mentre produceva queste sue prime release, non sapeva di creare un nuovo genere duraturo come il black metal semplicemente attirando il thrash in una dimensione sotterranea, catacombale, come mai era stato fatto prima. Un brano con un pathos da brividi come “13 Candles” dimostra che i Bathory non erano comunque da considerare un gruppo black thrash tradizionale, perché gli influssi nel songwriting di Quorthon (R.I.P., 2004) erano molteplici e venivano sviluppati dall’artista in modo assolutamente personale. Geniale. Metalitalia.com vuole qui ‘rispolverare’ un grande capolavoro del passato per suggerirlo a tutti quelli che oggi si avvicinano alla musica nera, perché “Under The Sign Of The Black Mark” non solo è un album che ha influenzato tutta la scena, ma che ancora oggi continua incessabilmente a farlo grazie alla sua fiamma nera che non cesserà mai di bruciare nelle tenebre.

“…so light the 13 candles…”

 

TRACKLIST

  1. Nocternal Obeisance
  2. Massacre
  3. Woman Of Dark Desires
  4. Call From The Grave
  5. Equimanthorn
  6. Enter The Eternal Fire
  7. Chariots Of Fire
  8. 13 Candles
  9. Of Doom
  10. Outro
2 commenti
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