BATTLE BEAST – Unholy Savior

Pubblicato il 13/01/2015 da
voto
7.0
  • Band: BATTLE BEAST
  • Durata: 00:44:26
  • Disponibile dal: 09/01/2015
  • Etichetta: Nuclear Blast
  • Distributore: Warner Bros

Terzo album per i finnici Battle Beast, che non ne vogliono proprio sapere di interrompere la loro corsa verso il vertice della scena heavy/power mondiale. Nati nel 2011 e ‘spinti’ immediatamente dal colosso Nuclear Blast, la carriera dei cinque finlandesi è da sempre stata all’insegna della tempestività e dell’azione: troviamo dunque in pochi anni di carriera (‘solo’ quattro) tour importanti come quello a supporto dei Nightwish, e ben tre album contando anche questo. Li avevamo lasciati circa un anno e mezzo fa, con un secondo omonimo album indirizzato su sonorità più classicamente heavy, scelta che peraltro non ci era piaciuta tantissimo, e che ci aveva portato ad abbassare il voto finale di mezza tacca. “Unholy Savior” si dimostra invece di una pasta diversa e, oltre a riprendersi un po’ del sound più classicamente power dell’esordio, compie anche il mirabile gesto di espandere il proprio orizzonte, abbracciando nel corso delle sue undici canzoni lidi anche diversi tra loro, donando all’album un dinamismo e una varietà che sicuramente a “Battle Beast” mancava. Buona parte di questa gradita modifica la dobbiamo sicuramente alla vocalist Noora Louhimo, la quale qui ci stupisce davvero, rendendosi autrice di una prestazione che segue proprio il senso di varietà che permea l’album tutto; ora dura e rockettara, ora dolce e suadente, la bionda singer si destreggia sicuramente meglio sulle composizioni metalliche messele a disposizione dal leader Anton Kabanen, ed il suo cantato risulta indubbiamente uno dei pezzi forti di “Unholy Savior”. Scorrendo la tracklist dell’album possiamo grossomodo dividere i brani presenti in tre ‘macroaree’. La prima di esse è quella debitrice del power melodico e del metal sinfonico, il lato volendo più vicino alle classiche female fronted band che conosciamo. Brani come l’iniziale “Lionheart”, “Hero’s Quest” (uno strumentale) e la splendida (ed elettronica) “Touch In The Night” sono come ce li si aspetta: orecchiabili, immediati e radiofonici a sufficienza da far venire l’acquolina in bocca a tutti gli amanti del genere. Le veloci “Madness” e “Speed And Danger” testimoniano invece l’amore dei Nostri per l’heavy classico: i Judas sono chiaramente chiamati in causa (soprattutto nella seconda) mentre i Maiden la fanno da padroni sulla (scopiazzatissima) traccia intitolata “Far Far Away”, un davvero poco velato ‘homage’ a un classico immortale come “Two Minutes To Midnight”. L’ultimo aspetto di “Unholy Savior” è invece indice della ricerca che sta avvenendo in seno al gruppo: il sound delle due ballad “Sea Of Dreams” o “The Black Swordsman” ci parla infatti di influenze quasi folkloristiche, mentre l’hard rock puro di “I Want The World… and Everything In It” ci mostra l’attenzione che è stata dedicata alle radici del sound ‘hard&heavy’ che condiva così tanti passaggi del secondo album. Di buona musica qui ce n’è per tutti quindi, ma soprattutto ce n’è per tutti i gusti, quindi consigliarvi un disco come “Unholy Savior” è per noi doveroso. Siamo ora impazienti di vederli dal vivo a inizio febbraio, a supporto della corazzata Sabaton.

TRACKLIST

  1. Lionheart
  2. Unholy Savior
  3. I Want The World… And Everything In It
  4. Madness
  5. Sea Of Dreams
  6. Speed And Danger
  7. Touch In The Night
  8. The Black Swordsman
  9. Hero’s Quest
  10. Far Far Away
  11. Angel Cry
2 commenti
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