BAUDA – Euphoria…Of Flesh, Men And The Great Escape

Pubblicato il 28/01/2013 da
voto
6.5
  • Band: BAUDA
  • Durata: 00:59:13
  • Disponibile dal: 01/05/2012
  • Etichetta: ATMF
  • Distributore: Masterpiece

Se siete tra quelli che non possono proprio fare a meno di gruppi come Alcest e Les Discrets, allora forse è il caso iniziare a interessarsi ai Bauda, progetto cileno capeggiato dal polistrumentista Cesar Marquez. “Euphoria…”, secondo album per la band, si presenta subito come un lavoro intimista e particolarmente introspettivo, caratterizzato da un flusso costante di arpeggi, lunghe dilatazioni ambient e passaggi strumentali dal minutaggio smisurato. Qui, a differenza dei gruppi francesi succitati, si tralasciano però le classiche cascate di riff parzialmente influenzate dallo shoegaze in favore di un approcio musicale dal sapore indie rock, prendendo le distanze da qualsiasi influenza metal e concentrando i propri sforzi sulla costruzione di trame dal fine rilassante. Dei Nostri piace soprattutto la semplicità con la quale vengono assemblate le innumerevoli melodie che compongono i vari brani, morbide ed efficaci nel loro intento di creare una sorta di paradiso terrestre tradotto in musica. Una visione eterea che, a volte, viene spezzata dalle impennate delle linee di chitarra, a tratti veloci ma mai rabbiose o aggressive, in perfetta sintonia con il concept del disco, quasi come se la band volesse creare un turbinio di adrenalina senza sfociare in inutili sfoghi rabbiosi. Buone capacità che, però, non vengono sempre trasmesse nel migliore dei modi da parte dei Bauda, prolissi in certe costruzioni di trame e fin troppo insistenti nel ripercorrere una formula che può riuscire per una manciata di brani, ma non per un disco intero, a maggior ragione se la sua durata sfiora l’ora di ascolto. In generale, denotiamo la mancanza di un vero e proprio processo di composizione in uso da molte band post rock e metal, quei classici “crescendo” di sensazioni dal finale movimentato ed esplosivo, qua abbandonato per portare avanti fino alla fine un approcio piuttosto barocco e solo in parte efficace. Il disco, comunque, lascia un segno positivo, forse troppo duraturo per la concentrazione di atmosfere proposte ma indubbiamente degno d’interesse. In futuro, sfruttando maggiormente le linee vocali – fin troppo accantonate seppur presenti – e sintetizzando i tempi con l’innesto di una sezione ritmica più convincente, siamo sicuri che i risultati ottenuti renderanno molta più giustizia a dei musicisti con idee comunque degne di nota.

TRACKLIST

  1. Ghosts Of Phantalassa
  2. Humanimals
  3. Silouettes
  4. Oceana
  5. The Great Escape
  6. Acension
  7. Crepuscular
  8. ...Mare Nostrvm? (El Lanto De Quintay)
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