BAUDA – Sporelights

Pubblicato il 24/12/2015 da
voto
7.0
  • Band: BAUDA
  • Durata: 00:40:59
  • Disponibile dal: 19/10/2015
  • Etichetta: Temple Of Torturous
  • Distributore:

Avevamo lasciato i cileni Bauda tre anni fa alle prese con la loro seconda uscita discografica: “Euphoria… Of Flesh, Men And The Great Escape” un album con alcuni aspetti da perfezionare e altri invece che lasciavano intravedere un potenziale per dare alla luce un terzo disco discreto, o forse di più. E’ chiaro che quando si parla di musica è tutto soggettivo e molto dipende dai gusti, dal background di chi ascolta e, come nel caso di noi umili scribacchini, di chi si occupa di recensire gli album di una band. Ci sentiamo di ribadire questa ovvietà in primo luogo per anticipare che con il cambio di direzione artistica da parte del gruppo è coinciso anche il cambio di recensore di turno, e si sa che i cambiamenti, se da un lato magari accontentano qualcuno, talvolta deludono anche altri. Detto questo, vi rimandiamo alle parole quasi profetiche della recensione di Metalitalia.com del loro precedente lavoro, in quanto i Bauda parrebbero quasi aver seguito per filo e per segno le raccomandazioni di chi si era occupato di scrivere il proprio parere relativamente al disco (altamente improbabile, ce ne rendiamo conto, ma tant’è). Oggi i brani sono infatti decisamente meno prolissi, assestandosi su un minutaggio più contenuto che oscilla tra i quattro e i sette minuti, eliminando le lunghe digressioni strumentali, e concentrandosi su pezzi che prendono una vera e propria forma canzone. A questi aggiustamenti si sono poi aggiunte alcune modifiche al sound dei Nostri che nel frattempo si è impregnato di contaminazioni electro dark e shoegaze, tralasciando l’indole un po’ post-rock che avevano. Se in precedenza il nome del trio cileno si sarebbe potuto accostare ad act quali Alcest o Les Discrets, oggi probabilmente sarebbe più corretto affiancarli a realtà più alternative-rock, shoegaze quali ad esempio Anathema, Alternative 4, The Gathering, magari Porcupine Tree e a tratti persino Coldplay. Da sottolineare il gusto quasi pop delle vocals, molto sognanti ed eteree, forse un po’ fredde ma molto orecchiabili e memorizzabili. Magari non saranno dei campioni di originalità, questi Bauda, perché alla resa dei conti non inventano davvero nulla di nuovo e, anche nel momento in cui hanno deciso di cambiare rotta, non si sono di certo buttati su qualcosa di innovativo o mai sentito. Tuttavia, nel loro genere, hanno dato vita ad un platter che si ascolta ben volentieri, con pochissimi punti morti e che quindi si merita tutta l’attenzione degli appassionati di questo tipo di sonorità nonché una valutazione ampiamente positiva.

TRACKLIST

  1. Aurora
  2. Vigil
  3. Sporelights
  4. War
  5. Tectonic Cells
  6. Asleep in Layers
  7. Dawn of Ages
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