5.5
- Band: BEARDFISH
- Durata: 01:05:23
- Disponibile dal: 12/01/2015
- Etichetta:
- Inside Out
- Distributore: Universal
Spotify:
Apple Music:
Otto album in poco più di undici anni di carriera. I Beardfish non hanno neppure sprecato un minuto del loro tempo ed oltre a svariati tour in giro per il mondo hanno dato fondo alla loro creatività. La quantità a volte però non paga, o meglio non sempre, soprattutto quando si ha a che fare con un certo tipo di musica. Prog rock. Genere musicale complesso, sfaccettato, difficile, creativo e a volte, per la band di turno, un suicidio. “+4626- COMFORTZONE”, nuovo album degli svedesi, è un nuovo capitolo, una nuova sfida, un confronto ad armi impari. Vorrebbero scrivere l’album definitivo. L’opera rock per antonomasia. L’intento è lodevole, il risultato però non convince del tutto. Dopo “The Void”, precedente lavoro concepito con uno stato d’animo carico di malinconia e nera desolazione, il master mind della band Rikard Sjöblom ha deciso di cambiare un po’ le carte in tavola scrivendo un monumentale manifesto di prog rock che pesca a piene mani nella tradizione inglese degli anni Settanta, con idee, suoni ed arrangiamenti che sono figlie di Gentle Giant, Genesis e Yes. Le dieci tracce si sviluppano su un canovaccio già sentito troppe volte. Alcuni spunti interessanti ricordano sonorità più hard rock sempre dell’epoca (Uriah Heep e Kansas) e soluzioni un po’ più attuali (i Dredg, per esempio, nella title track). Melodie bucoliche dei Band Of Horses ,divagazioni elettroniche adottate anche dai connazionali Pain Of Salvation, passaggi epico sinfonici dei primi Rainbow fanno di questo album un lavoro figlio di una certa confusione compositiva, compulsiva e cronica (“Ode To The Rock’n’Roller è l’emblema di questa disorganizzazione concettuale e musicale). Sembra che in quasi tutti i passaggi i Beardfish vogliano strafare. Comporre, arrangiare e collegare, con numerosi bridge e ponti armonici, troppe atmosfere, andando appunto ad indebolire la struttura della canzone e rendendo la musica una sorta di copia/incolla fastidioso.I Beardfish si fanno dominare dal genere con l’ansia di voler mettere davvero tanti e troppe stili. Il prog nasce e cresce su poche basi. Progredire e sperimentare all’interno di una struttura piuttosto elastica che però abbia un suo fine musicale e che non prostri l’ascoltatore, ma lo faccia accrescere culturalmente. I Beardfish si perdono.“+4626- COMFORTZONE” è un album discontinuo, disomogeneo che anche dopo svariati ascolti ed impiegando la giusta concentrazione non si lascia amare.
