BEARDFISH – Sleeping In Traffic: Part One

Pubblicato il 17/06/2007 da
voto
7.5
  • Band: BEARDFISH
  • Durata: 01:05:53
  • Disponibile dal: 21/05/2007
  • Etichetta: Inside Out
  • Distributore: Audioglobe

Torniamo tranquillamente indietro di trent’anni, quando band come Yes, Gentle Giant, Genesis, King Crimson erano costantemente e meritatamente sulla bocca di tutti. Quando gli album erano dei veri e propri monumenti, dei viaggi ricchi di significati, sfumature. Musica da vivere, mai assoggettata a qualsivoglia regola di mercato. Una volta impostata la nostra mente su questo ordine di grandezza, possiamo addentrarci all’interno di “Sleeping In Traffic: Part One”, il nuovo lavoro dell’ensemble svedese Beardfish, un album in tutto e per tutto dedicato a, e ispirato da, quanto di meglio è stato prodotto nella decade d’oro del progressive rock, gli anni settanta per l’appunto. Qui tutto suona stupendamente analogico, per cui prepariamoci ad essere sommersi da mari di Hammond, Moog, chitarre piene di overdrive ed addirittura fisarmoniche, come accennato nell’intro “On The Verge of Sanity”. L’album, della durata di un’ora abbondante, propone in modo filologicamente encomiabile un classicissimo progressive rock, fatto di strutture ora intricate ora semplificate, di linee vocali poco immediate, partorite dal bravo Rikard Sjöblom, invero non impeccabile sulle tonalità più alte. Ma è proprio questa imperfezione di fondo a rendere “Sleeping In Traffic: Part One” un piccolo gioiellino. Come sarebbero stati “Trespass”, “Nursery Cryme” o il bellissimo “In The Land Of Grey And Pink” dei Caravan se tutto fosse stato asettico e perfettino? Sicuramente non sarebbero mai diventati i capolavori che tutti noi conosciamo. E quindi innamoriamoci tranquillamente di “Afternoon Conversation”, dell’acidissima “And Never Knew” (i King Crimson impallidiscono), della Spock’s Beard-influenced “Harmony”, della delicatissima “Without You”. E non curiamoci di chi ci considererà dei poveri malinconici nostalgici. Anche perché, diciamocelo, molti di noi negli anni settanta non erano ancora nati, compreso il sottoscritto, per cui ci meritiamo anche noi dei lavori nuovi di zecca che ci facciano vivere, almeno in piccolo, quelle stesse emozioni.

TRACKLIST

  1. On The Verge of Sanity
  2. Sunrise
  3. Afternoon Conversation
  4. And Never Knew
  5. Roulette
  6. Dark Poet
  7. Harmony
  8. The Ungodly Slob
  9. Year of the Knife
  10. Without You
  11. Same Old Song
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