BEARTOOTH – The Surface

Pubblicato il 07/11/2023 da
voto
7.5
  • Band: BEARTOOTH
  • Durata: 00:37:29
  • Disponibile dal: 13/10/2023
  • Etichetta:
  • Red Bull Records

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Se l’ottimismo è il sale della vita, il pessimismo (cosmico) è l’aceto della creatività? Lungi da noi volerci addentrare in studi sulla psiche umana, nè augurare infelicità a nessuno, ma è un dato di fatto che molte opere d’arte abbiano preso forma, oltre che dall’abuso di sostanze psicotrope, proprio come reazione alle sofferenze (sentimentali o esistenziali che fossero) dei loro autori.
Senza scomodare Kurt Cobain o Billy Corgan, nel suo piccolo anche Caleb Shomo – enfant prodige del crabcore, con l’esordio da minorenne negli Attack Attack! – rientra nella categoria, dato che i primi quattro dischi dei Beartooth erano, come evidente da titoli quali “Disgusting” o “Disease”, la sua risposta alla depressione da cui era afflitto, che evidentemente trovava uno sfogo catartico in studio e sul palco.
Appreso ora che il frontman sembra aver fatto pace coi propri demoni interiori, eravamo curiosi di vedere se e cosa sarebbe cambiato: se dal punto di vista visivo l’evoluzione è evidente (dal nero di “Below” al rosa di “The Surface”), a livello prettamente musicale per nostra fortuna l’anima metalcore è rimasta intatta, come ben evidenziato dalla title-track posta in apertura, pur arricchendosi di nuove sfumature che emergono man mano che si procede nell’ascolto.
Certamente le influenze dei Bring Me The Horizon si fanno sentire anche qui (“Riptide”, “Doubt Me”), e chi è rimasto legato alla causticità dei vecchi lavori forse storcerà le orecchie di fronte all’allegria spensierata di “The Better Me”, ma a parte qualche alleggerimento eccessivo (“Might Love Myself”) questa nuova versione dei Beartooth funziona alla grande, trovando il suo apice proprio nel gioco degli ossimori (“Sunshine”, “What’s Killing You”) tra breakdown dissonanti contrapposti a squarci melodici di rara intensità.
Come sempre c’è molto di autobiografico nella scrittura del frontman con la bandana, metaforicamente a nudo nella semi-acustica ballad “Look The Other Way”: anche se stavolta è necessario qualche ascolto in più per sintonizzarsi sulle nuove frequenze, ma una volta trovata la giusta lunghezza d’onda pezzi come “What Are You Waiting For”, “My New Reality” o “I Was Alive” sprigionano tutta la loro carica energetica, in un tripudio di emozioni che porta ad un livello successivo tanto l’uomo quanto l’artista.

TRACKLIST

  1. The Surface
  2. Riptide
  3. Doubt Me
  4. The Better Me (feat. Hardy)
  5. Might Love Myself
  6. Sunshine!
  7. What’s Killing You
  8. Look The Other Way
  9. What Are You Waiting For
  10. My New Reality
  11. I Was Alive
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