BEAST OF REVELATION – The Ancient Ritual of Death

Pubblicato il 03/03/2020 da
voto
8.0
  • Band: BEAST OF REVELATION
  • Durata: 00:43:46
  • Disponibile dal: 06/03/2020
  • Etichetta: Iron Bonehead Prod.
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Le radici dei Beast Of Revelation affondano nei Throne, progetto che a metà anni Novanta coinvolse per breve tempo il chitarrista A.J. van Drenth e il batterista Bob Bagchus (ex Asphyx, Soulburn, Grand Supreme Blood Court e molti altri), oltre all’amico Eric Daniels (Soulburn, ex Asphyx, ex Grand Supreme Blood Court). I Throne rilasciarono un paio di EP senza andare molto lontano e gli anni successivi videro i musicisti dedicarsi ad altre band, alcune di queste poi diventate più popolari che mai. I Beast Of Revelation sono essenzialmente una rivisitazione di quel vecchio progetto: una realtà nata come conseguenza di una vecchia amicizia che rappresenta una sorta di sospensione dalla dimensione temporale, l’ingresso in una rassicurante bolla sonora dove tutto si ispira alle principali passioni di questi veterani della scena death e doom metal olandese. È dunque una sorta di auto-revivalismo senza compromessi la ragione principale di “The Ancient Ritual of Death”, opera che ci presenta una pregiata rielaborazione del più classico death-doom dei primi anni Novanta, costituita da brani sempre avvolti da un’aura di ieraticità e di costante tormento. La scrittura di van Drenth, principale compositore del disco, denota un’organizzazione coerente e metodica: tutto risponde ad un fine preciso, così come ogni sfumatura ha un suo peso specifico nel rappresentare una imminente sciagura. Quello dei Beast Of Revelation è un death-doom sì primitivo, in cui il growling morboso dell’ospite John McEntee (Incantation) è spesso al centro della scena, ma un ascolto attento svela un retrogusto armonico che non sempre è ravvisabile dalle prime battute, come se con la struttura ciclica e apparentemente monocorde dei pezzi il gruppo non avesse fatto altro che concepire e intonare una lugubre litania. I paesaggi sonori sono desolati ma allo stesso tempo struggenti, ipnotici e ritmici, dove i riff non deludono, giganteggiano in sicurezza e controllo, affermandosi in un ipotetico crocevia tra gli Asphyx più solenni (e non poteva essere altrimenti), i Paradise Lost di “Lost Paradise”, i Cathedral di “Forest of Equilibrium” e l’immancabile “Into Darkness” dei Winter.
In generale, tutto l’album conserva una notevole ispirazione lungo tutta la sua durata, presentandoci dei musicisti ancora lucidissimi, che in questa nuova avventura sono tutto fuorché una deludente parodia di sé stessi. Peccato che il sodalizio con McEntee si sia chiuso poco dopo le registrazioni del lavoro, ma resta il fatto che “The Ancient Ritual of Death” sia un disco completo e sapientemente screziato, nel quale nulla è lasciato al caso e dove episodi come “Legions” e “The Unholy Roman Empire” sanno defibrillare il vecchio cuore death-doom con maestria e squisita razionalità. Da oggi la conservazione di una certa tradizione musicale che non va in alcun modo dispersa passa anche da qui.

TRACKLIST

  1. Legions
  2. The Great Tribulation
  3. The Cryptic Void
  4. The Fallen Ones
  5. Beast VI
  6. The Days Of Vengeance
  7. The Ancient Ritual Of Death
  8. The Unholy Roman Empire
  9. We, The Lords Of Chaos
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