BEERZERKER – Beer Blood And Blasphemy

Pubblicato il 19/02/2017 da
voto
6.5
  • Band: BEERZERKER
  • Durata: 00:18:07
  • Disponibile dal: 15/10/2016
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  • Distributore:

Se si leggono moniker e titoli delle canzoni, è facile dedurre che i Beerzerker non si prendano esattamente sul serio. Sarebbe anche lecito supporre che il genere suonato sia qualche guazzabuglio black/thrash/death incentrato su caos primordiale, rivisitazioni caserecce di Possessed, Bathory e Sodom e uno pseudo-satanismo da osteria. Azzeccata la prima deduzione, sul secondo punto si cadrebbe fatalmente in errore, perché la band napoletana, qui al primo demo, va a concepire un lotto di brevi canzoni che guarda piuttosto a sonorità tipicamente novantiane. Il riffing grassoccio e gorgogliante come whisky versato abbondantemente in un largo bicchiere può avere giusto due padri putativi: Dimebag Darrell e Kirk Windstein. Le parti di chitarra non hanno nulla di concettuale o ricercato, hanno però quel certo qual tocco sudista che non può non arrivare da certe, manifeste, influenze. Oltre a ciò, vi è un’indole rock’n’roll, anche questa, piuttosto marcata, ideale per concepire brani con nessun altro obiettivo di quello di far divertire il prossimo. I Beerzerker in questo sono abbastanza bravi, basta non aspettarsi chissà quali raffinatezze o hit epocali. Il groove pastoso ricreato in pochi istanti, gli schemi elementari dentro cui la musica gira e i vocalizzi gracchianti potrebbero essere la colonna sonora alternativa di un party alcolico, nel quale non si ha voglia di mettere su la solita musica da festicciola e si preferisca incrociare più generi in uno. L’effetto complessivo è infatti curioso, perché a seconda della prospettiva da cui si interpretano i pezzi, questi potrebbero sembrare una scarrozzata death’n’roll, oppure un coacervo di  emulsioni di hard rock stradaiolo e blues passate nel frullatore. Condite di spruzzate punk e lascivia, che fa scendere fra le sozzure dello sludge quando i tempi rallentano (“From Behind”, “Beerzerker”), e in altri casi asseconda il simpatico incedere ‘cazzaro’ messo a punto dai quattro (la title track, “Slapper”). Il gruppo campano fa ruotare i brani attorno a pochi concetti e non perde la bussola in andamenti pretenziosi e fuori contesto; non stupisce, ma non delude nemmeno. Vista l’elementarità dell’insieme, “Beer Blood And Blasphemy” non può rappresentare un punto di arrivo, semmai uno di partenza. Crediamo che il rafforzamento dell’identità del collettivo debba passare per uno sviluppo di arrangiamenti più curati e un maggiore dinamismo, mentre andrebbe tenuto intatto e, quando possibile, reso più frenetico, il pendolare fra momenti sbarazzini e altri heavy e soffocanti. Aspettiamo fiduciosi le prossime mosse.

TRACKLIST

  1. Beer Blood And Blasphemy
  2. From Behind
  3. Beerzerker
  4. Slapper
  5. Slam Drunk
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