7.0
- Band: BEFORE THE DAWN
- Durata: 00:39:29
- Disponibile dal: 05/09/2025
- Etichetta:
- Reaper Entertainment
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“Cold Flare Eternal”: nono disco sulla lunga distanza per i Before The Dawn, creatura indissolubilmente legata al proprio mastermind, il polistrumentista finlandese Tuomas Saukkonen, e ad un genere, il death metal melodico intriso di (molto) gothic e (poco) doom metal, da sempre parte del percorso, con costanza ammirabile fin dal loro primo vagito, il debutto “My Darkness” edito nel 2003.
Dopo una sequela impressionante di lavori tra qualche alto, tanti medi e sporadici bassi, la band guidata da Saukkonen si era presa una pausa piuttosto lunga – dal 2013 al 2021 – per permettere all’iperattivo musicista di portare avanti i suoi altri progetti, in quegli anni evidentemente prioritari.
Poi, abbastanza a sorpresa, il ritorno sulle scene con l’ottavo “Stormbringers”, due anni fa, disco formalmente buono ma non particolarmente esaltante: esso serviva anche a presentare Paavo Laapotti, reduce dalla partecipazione ad un talent show finnico, quale unico cantante del gruppo, relegando Tuomas ai soli servigi alla chitarra ritmica e alla batteria, i suoi strumenti principali.
Ora la band, che accoglie ufficialmente tra i propri ranghi il tastierista Saku Moilanen, già session per il gruppo in passato, riprende la sua stolida prolificità compositiva pubblicando il nuovissimo “Cold Flare Eternal”, compendio piuttosto routinario di canzoni e sonorità che i Before The Dawn maneggiano da più di venticinque anni con una maestria quasi pedante e ammaestrata.
Laapotti pare essersi integrato meglio e sia il growl che il pulito sono più convincenti se paragonati a qualche soluzione troppo alta e teatrale contenuta in “Stormbringers”.
La qualità del songwriting di Saukkonen è per certi versi spaventosamente frustrante, in quanto è davvero in grado di riuscire a non scrivere una canzone brutta, pur non eccellendo quasi mai, nè mai andando oltre i propri limiti: l’avere al fianco da ormai diversi anni un partner alle sei corde quale Juho Räihä, chitarrista dei Swallow The Sun, permette al combo dei mille laghi di riempire quei vuoti compositivi che qua e là si sentono e che pian piano avrebbero portato Tuomas, probabilmente, ad una stagnazione troppo marcata del sound del gruppo. Esso invece, fortuna loro e soprattutto dei die-hard fan del genere, mantiene quella sorta di ‘essenza da boa di salvataggio’ per la quale un ascoltatore, incallito od occasionale che sia, trova nei Before The Dawn un appiglio sicuro, un’oasi felice, un bel nebbione padano di quelli che ormai non se ne vedono più!
Tra Amorphis, Sentenced, Insomnium, In Flames di metà carriera, Katatonia per qualche riff a cascata, gli stessi Swallow The Sun e altre decine di gruppi, i BTD di “Cold Flare Eternal” ripropongono per la nona volta la stessa ricetta e gli stessi ingredienti, solo dosati in modo impercettibilmente diverso e/o, semplicemente, a piacere: ne esce quindi l’immancabile disco di melo-death dalle tinte oscure e crepuscolari, che non sfigurerà mai di fronte ai capolavori del genere, ma che mai, allo stesso tempo, riuscirà a pareggiare o surclassare.
Sia chiaro, non un mero lavoro per completisti – i Before The Dawn hanno alle spalle una storia decisamente più importante – però il livello è quello, e in un certo senso il saperlo così ci culla anche in serenità.
Difficile nominarvi le tracce più valide del lotto, ma dovessimo proprio farlo opteremmo per la botta “Stronghold” e le iniziali “Fatal Design” e “As Above, So Below”, forti del solito ‘effetto prime tracce’ che spesso gli album di Saukkonen presentano.
Buon ritorno per i Before The Dawn: era certamente scontato, e infatti la mano sul fuoco ce l’avremmo messa volentieri.
