BEHOLD! THE MONOLITH – From The Fathomless Deep

Pubblicato il 12/07/2022 da
voto
7.5

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Quattordici anni di attività e la terribile scomparsa di Kevin McDade, fondatore della band, bassista e cantante, non hanno di certo fermato i californiani Behold! The Monolith. Jordan Nalley (Fractline) alla voce e Jason Casanova (Sasquatch) al basso avevano dato una nuova forma alla band con “Architects of the Void”, ormai uscito sette anni fa, dando la possibilità di riprendersi dal lutto in grande stile con un album dai sottili rimandi al black metal che li ha portati a partecipare al Roadburn Festival nel 2016. Tuttavia, un altro cambio di formazione nel 2019 ha riportato i Behold! The Monolith alla forma originale di power trio. Matt Price e Chase Manhattan (rispettivamente chitarrista e batterista) hanno dato il benvenuto a Menno Verbaten (Lightning Swords Of Death) per ricoprire il vacante ed impegnativo posto di bassista cantante ed oggi rilasciano, grazie a Ripple Music, il quarto album intitolato “From The Fathomless Deep”. Le leggere trame black metal presenti nel suo predecessore sono state lasciate alle spalle per ritornare ad un classico incrocio di sludge e di stoner dai riff monolitici. Il disco si apre con due brani compatti, “Crown/The Immeasurable Void” e “Psychlopean Dread”, in cui statuari riff, psichedelia e atmosfere southern rendono molto piacevoli i quindici minuti di ascolto, portandoci a paragonarli con i Conan di “Connos”. Quest’atmosfera allucinante è spezzata alla partenza di “Spirit Taker”, capace di caricare il disco di groove e velocità molto avvicinabile agli High On Fire di “Snakes For The Divine”. A partire da questo brano, il disco prende una direzione decisamente diversa, sulla falsa riga di “Defender, Redeemist”. Assoli ed un tiro decisamente più veloce prendono piede e si prolungando anche in “This Wailing Blade”. “From The Fathomless Deep” si avvia verso la conclusione con “The Seams of Pangaea” in cui sporadiche melodie psichedeliche ritornano e ci regalando due minuti di assoli riconducendo il disco a quella direzione presa in principio caricandoci di torride atmosfere psichedeliche. “Stormbreaker Suite” chiude il disco continuando l’elogio dei riff monolitici alla Matt Pike, concentrando i primi nove minuti del brano in un piacevole mix di High On Fire e Sleep prima di farci immergere in un’ennesima atmosfera titanica da brividi, riempita da un pulito arpeggio di chitarra acustica sostenuto da una grossa voce, che come quasi in preghiera, ci congeda con una chiara l’allusione a “Stygian Bough Volume 1”. “From The Fathomless Deep” rappresenta l’ennesima prova di conferma da parte del trio californiano, un ottimo lavoro compatto che innalza nuovamente la band con l’aiuto della giusta fama che l’accompagna. Considerando la prima fase del disco, decisamente più doom metal rispetto ai lavori precedenti, non è assolutamente scontato l’obiettivo e la direzione futura dell’intero progetto, tuttavia l’attesa ci risulterà breve ascoltando un album eccellente targato Behold! The Monolith, tra metal classico e vortici di atmosfere desertiche.

TRACKLIST

  1. Crown/The Immeasurable Void
  2. Psychlopean Dread
  3. Spirit Taker
  4. This Wailing Blade
  5. The Seams of Pangaea
  6. Stormbreaker Suite
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