BEKËTH NEXËHMÜ – De Fornas Likgaldrar

Pubblicato il 18/12/2021 da
voto
7.5
  • Band: BEKËTH NEXËHMÜ
  • Durata: 01:59:00
  • Disponibile dal: 12/12/2021
  • Etichetta:
  • Purity Through Fire

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Torna il misterioso e prolifico Swartadauþuz con un nuovo album del suo progetto Bekëth Nexëhmü, a circa due anni dal precedente “De fördolda klangorna”, opera che vedeva il compositore black metal svedese – già attivo in una miriade di realtà underground, fra cui Greve, Azelisassath, Digerdöden, Gnipahålan, Musmahhu, Mystik, Summum, Trolldom e Daudadagr – ri-registrare e riassumere in un solo disco delle tracce demo e delle esperienze risalenti al 2014. In seguito a un periodo di relativa pausa, il Nostro propone oggi un’operazione simile con questo “De Fornas Likgaldrar”, un’altra raccolta di vecchio materiale demo al quale è stata data nuova linfa con una nuova registrazione. Ascoltando il doppio album, si ha definitiva conferma di come Bekëth Nexëhmü sia uno dei progetti più atmosferici di Swartadauþuz, che qui si cimenta in un black metal dalle sfuggenti stratificazioni, con un approccio quasi ambient a livello di interpretazione e resa sonora. Pur non mancando di affidarsi a blastbeat, ritmiche serrate e variazioni di registro, la musica trova spesso il suo perno in tappeti dronici, riverberi, momenti cacofonici e stridori metallici, su cui il polistrumentista svedese, quasi come un moderno sciamano, armeggia con melodie più ariose, arpeggi (bellissimi quelli di “Urtidens Kall”) e con motivi ispirati alla tradizione dei primi Burzum. Con episodi molto lunghi, che talvolta si aggirano addirittura attorno ai venti minuti di durata, la proposta marchiata Bekëth Nexëhmü cerca di farsi il veicolo attraverso cui l’ascoltatore possa giungere ad uno stato di riflessione o persino di pura estasi spirituale. Nonostante qualche saltuario sentore di ‘già sentito’, l’esperienza di ascolto si rivela profonda, struggente e quasi sempre capace di lasciare un’impronta duratura, favorendo sia l’ascolto più approfondito e attento (magari in cuffia), sia quello votato al sottofondo – criterio, quest’ultimo, suggerito soprattutto da certi passaggi del secondo album, nel quale Swartadauþuz concentra la sua vena più mistica e sognante.
Comunque la si affronti, questa resta ovviamente una proposta per orecchie e cervelli allenati, che amano esplorare e conoscere situazioni e mondi sonori tortuosi e ricercati, da centellinare ascolto dopo ascolto per coglierne ogni più piccola e avvolgente sfumatura. Musica particolarmente appropriata per questo periodo dell’anno, quando la notte sembra arrivare sempre più repentinamente.

TRACKLIST

  1. Sjalslig Urvilja
  2. Det Isande Kallet
  3. Nordens Vidder
  4. Vinterlandskapets Klangor del.I
  5. Urtidens Kall
  6. Det Forgangna Dunklet
  7. En Forglomd Ursjal
  8. Vinterlandskapets Klangor del.II
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