7.0
- Band: BEKOR QILISH
- Durata: 00:30:29
- Disponibile dal: 27/03/2026
- Etichetta:
- I Voidhanger Records
Terzo album per Bekor Qilish ed ennesimo ribaltone di formazione: se con il precedente album “The Flesh Of A New God” la scelta di Andrea Bruzzone, membro unico del progetto, era stata quella di assoldare un gruppo di musicisti vero e proprio, con il nuovo “Consecrated Abysses Of Dread” si ritorna alle modalità dell’esordio, con l’artista milanese a suonare tutti gli strumenti affiancato da una serie di ospiti, questa volta in numero più contenuto.
Dopo due dischi che hanno ricevuto consensi positivi, Bruzzone decide di proseguire sulla medesima strada, all’insegna di un death-black metal complesso e con piglio avant-garde, e la volontà di fare le cose in grande è quella di sempre, supportato da un’etichetta come I, Voidhanger Records, porto di approdo naturale per le sonorità estreme più sperimentali.
Il lavoro, che si avvale dell’operato di Gabriele Gramaglia (Cosmic Putrefaction, The Clearing Path, Turris Eburnea fra gli altri), Mick Barr (Krallice), Saprovore (Vertebra Atlantis, Strigiform) e Lisa Voisard (Anachronism), è sicuramente ricco di fervore artistico, ottimamente suonato e valorizzato da una produzione cristallina e, rispetto ai suoi predecessori, è evidente la volontà di osare ulteriormente, con soluzioni sempre più ardite.
L’ispirazione è decisamente, ma non esclusivamente, orientata ai maestri degli anni ’90: l’influenza dei Morbid Angel si sente nelle atmosfere opprimenti e nell’immaginario legato all’occulto, così come i passaggi più prog o jazz rimandano ad Atheist e Cynic – questi ultimi in modo particolare in alcuni vocalizzi di “No Solace At The Eschaton” e in “Everlasting Advent Of Eternal Forms – Part 2” – ma i risultati migliori arrivano negli episodi meno convenzionali, quali il black metal infarcito di tastiere di “Where Horror Fadeth, Error Transcendeth” e il soffocante doom metal di “The Fall Of Mortals In The Appearance Of The Unnameable”.
Gli spunti abbondano, e la qualità media è indubbiamente alta, ma, se si vuole individuare un difetto, esso è individuabile in un minutaggio ridotto che rende l’ascolto godibile, comprimendo però le numerose intuizioni in uno spazio non sufficiente per svilupparle in modo adeguato, tanto da far pensare che ci sia un potenziale ancora inespresso.
“Consecrated Abysses Of Dread” è sicuramente un prodotto di ottimo livello, che merita di essere apprezzato dagli ascoltatori delle sonorità più articolate: a tratti la voglia di emergere prende il sopravvento su quella che potrebbe essere un’elaborazione equilibrata delle idee, ma la creatività ed il coraggio sono sicuramente da premiare.
