BEKOR QILISH – Throes Of Death From The Dreamed Nihilism

Pubblicato il 14/06/2022 da
voto
8.0
  • Band: BEKOR QILISH
  • Durata: 00:27:05
  • Disponibile dal: 17/06/2022
  • Etichetta:
  • I Voidhanger Records

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Bekor Qilish è il progetto, praticamente da solista, che sancisce l’esordio del talentuoso cantante e polistrumentista italiano Andrea Bruzzone; non sono molte le notizie al riguardo ma basta elencare le ospitate sul disco per farsi un’idea di quanto questo artista sia quotato tra gli addetti ai lavori: si va dal nostro Gabriele Gramaglia (Cosmic Putrefaction, Vertebra Atlantis, Turris Eburnea) al chitarrista Colin Marston (Gorguts, Krallice, Dysrhythmia e molte altre), fino ai due batteristi Eugene Ryabchenko (Fleshgod Apocalypse) e Romain Goulon (un passato nei Necrophagist ed attualmente nei Sadist).
Se artisti di questo livello hanno accettato di far parte di questo progetto un motivo ci deve essere, ed è sufficiente dare un ascolto a questo “Throes Of Death From The Dreamed Nihilism” per rendersene conto: siamo di fronte, infatti, ad un album coraggioso, sperimentale e complesso come non accade di frequente per un debutto. Stiamo parlando di un’interpretazione peculiare di un death metal sicuramente ispirato da band come i già citati Gorguts, Necrophagist o Obscura, e si potrebbe scomodare anche il lavoro solista di Ihsahn ma, ovviamente, la caratteristica di chi suona questo genere è la tendenza a cercare una via personale e Bekor Qilish non fa eccezione. Per questo motivo possiamo descrivere il lavoro come fortemente progressivo o avant-garde, votato ad una completa libertà di espressione ed estremo nella sua ricerca di un suono originale; forse, il voler stupire a tutti i costi, è in alcuni frangenti il limite più evidente, ma ciò non scalfisce affatto il valore di questi brani. Si tratta, come già accennato, di un death metal fatto di riff contorti e asimmetrici, sorretti da una base ritmica sempre in continuo cambiamento, con il cantato in growl che riesce a creare atmosfere sospese tra orrori cosmici e suggestioni lovecraftiane, evocati anche dalla splendida copertina e dal misterioso monicker (in realtà, da una ricerca in rete, un’espressione uzbeka che significa qualcosa come ‘annullare’). L’iniziale “Cryptic Hatred” evoca mostruosità antiche come solo i Morbid Angel sapevano fare, per poi stemperarsi in un finale tastieristico dal gusto psichedelico, così come fa “Wretched Dawn”, ancora più complessa e con momenti vicini al black metal. “Ocean Of Malice” è, invece, il brano più canonicamente death metal e diretto, ed è un discreto pugno in faccia. L’intero album ha una durata piuttosto limitata, ventisette minuti, ma ogni brano è focalizzato al punto giusto e non sembra mancare niente.
Non tutto è perfetto o, più propriamente, si intuisce che il progetto è in evoluzione e che ci saranno nuovi sviluppi, ma sicuramente la speranza è che il musicista italiano continui su questa linea, perché il talento espresso è indiscutibile.

TRACKLIST

  1. Cryptic Hatred
  2. Self-destructed Destruction
  3. Verminous Barrier
  4. Ocean Of Malice
  5. Total Infection
  6. Wretched Dawn
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