BE’LAKOR – Coherence

Pubblicato il 26/10/2021 da
voto
8.0
  • Band: BE'LAKOR
  • Durata: 01:00:02
  • Disponibile dal: 29/10/2021
  • Etichetta:
  • Napalm Records
  • Distributore: Audioglobe

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Se esiste un ethos del melodic death metal, certamente questa nuova uscita dei Be’Lakor potrebbe soddisfare anche i censori più severi. Tutto in “Coherence” sa infatti di una dimensione matura, senza macchia, autentica. La band australiana, qui giunta al quinto full-length, non ha mai flirtato con formule e sonorità più accessibili: ha quindi sempre evitato di ‘modernizzare’ la propria proposta e di strizzare l’occhio a un pubblico generalista, ponendosi in netto contrasto con il trend che negli anni ha portato questo particolare sottogenere a diventare un coacervo di tanti suoni – che alla fine poco o niente hanno a che fare con il concetto originario, o anche solo con l’idea di unire un certo tipo di melodia con reminiscenze death metal. D’altronde, le vere origini di questo panorama musicale sono ormai sempre più lontane, tanto che persino capostipiti come gli In Flames sono oggi noti ai più solo per le loro espressioni radio rock che per quanto fatto a metà anni Novanta. Nel tempo, se si esclude una manciata di formazioni, vi è stato poco ricambio generazionale nel ‘vero’ melodic death metal, tanto che fa appunto un certo effetto imbattersi in album come “Coherence”, dove il genere di partenza viene interpretato senza fare sconti, indugiando per di più sui suoi aspetti più atmosferici e progressivi.
Quella voglia di osare cara ai Be’Lakor e il desiderio di non ridurre tutto a una fiera dell’orecchiabilità più banale non vengono dunque meno anche in questo nuovo disco. Tutto viene immediatamente sublimato nella tensione strumentale dei quasi undici minuti dell’opener “Locus”, episodio dal pronunciato mood crepuscolare che ci trasporta con le sue calibrate progressioni chitarristiche e i continui saliscendi ritmici in un ipotetico punto di incontro tra gli Insomnium più cupi e gli Opeth del periodo “Still Life”/“Blackwater Park”. Musica relativamente complessa, insomma, per palati esigenti o perlomeno per coloro che ancora pretendono un minimo di maturità e di ricerca compositiva in questo filone. Davvero numerose le sezioni di questa opener, che però riesce a mantenere uno sviluppo disinvolto, con un pathos mai sopra le righe e quel paio di impennate a concedere puntualmente il giusto respiro dopo le aperture più torbide. In nessun momento di “Coherence” si rintraccia un tentativo di stemperare la generale atmosfera pensosa dell’album con ritornelli o altre soluzioni più immediate, che in un tale contesto risulterebbero soltanto goffe e forzate. Il gruppo di Melbourne invece opta sempre per un approccio piuttosto tecnico e per linee armoniche quiete e fascinose, sviluppando arie di grande suggestione all’interno di un equilibrio formale, tradotto in una musicalità perfetta, dalla concretezza quasi fisica.
A livello stilistico, non siamo affatto lontani da quanto offerto negli album precedenti, ma il songwriting del quintetto continua a risultare a fuoco e a partorire strutture poco prevedibili e sempre interessanti. Se quindi da un lato i Be’lakor non si sognano di rompere con la loro particolare impronta melodic death metal e con quelle suggestioni autunnali che in certi tratti non sfigurerebbero su un lavoro dei vecchi Swallow The Sun, dall’altro fanno sempre in modo di scrivere brani su schemi diversi, donando un’esperienza che, fra dolorose parentesi acustiche e accelerazioni da cui emerge una forza arcaica ed evocativa, stimola e appaga l’ascoltatore più attento, tanto che, per chi rimpiange le stagioni più avventurose di questo genere musicale, le sfumature di brani come “Hidden Window” o “Much More Was Lost” saranno come le numerose stanze di una elegante reggia tutta da esplorare.

TRACKLIST

  1. Locus
  2. The Dispersion
  3. Foothold
  4. Valence
  5. Sweep of Days
  6. Hidden Window
  7. Indelible
  8. Much More Was Lost
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