5.0
- Band: BELIEVER
- Durata: 00:53:59
- Disponibile dal: 11/04/2011
- Etichetta:
- Metal Blade Records
- Distributore: Audioglobe
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Onestamente non capiamo come ai Believer sia venuto in mente di pubblicare un album piatto e monodimensionale come questo “Transhuman”. Il precedente “Gabriel”, lungi dall’essere un ottimo lavoro, aveva però degli spunti interessanti ed efficaci che impreziosivano i vari brani li contenuti; oggi invece Kurt Bachman e soci sono tornati alla carica con un platter contenente dodici brani, la maggior parte dei quali di una noia mortale! Avevamo già appurato che i lavori del passato qualitativamente parlando non sarebbero mai stati eguagliati; ci eravamo già accorti che le componenti thrash e prog, colonne del Believer sound stavano scemando in favore di un approccio più melodico e moderno; abbiamo chiuso un occhio davanti al fatto che la qualità media dei brani del precedente album fosse altalenante, dato che il disco era comunque piuttosto coraggioso ed eterodosso. Ora però non possiamo più fare finta di niente, non possiamo esimerci dal criticare quei chorus piattissimi che nemmeno il più becero dei gruppi thrashmelodeath svedese oramai propone più, oppure quella parvenza di riff progressive che sono assolutamente inefficaci e derivativi o ancora la mancanza di nerbo delle sei corde. Arrivare alla fine di “Transhuman” non è impresa facile, dato che al proprio interno le uniche cose che si salvano sono alcuni passaggi prog (non thrash) di “End Of Infinity”, alcuni sparuti riff che ridanno vigore alle composizioni, piazzati soprattutto verso la fine del lavoro (“Being No One”, “Entanglement”) e la bella “Ego Machine”, brano migliore del lotto che recupera un briciolo di cattiveria e ci offre delle buone dissonanze voivodiane. Tutto il resto è noia, racchiusa in un calderone informe che spazia dal power thrash melodico ed inconcludente a delle velleità prog fini a se stesse e che soprattutto esclude totalmente dalla proposta dei nostri orchestrazioni e sperimentazioni varie, che erano la loro migliore cifra stilistica. Davvero, dai Believer non ci aspettavamo un passo falso tanto marcato: forse per loro è davvero ora di smettere definitivamente ed occuparsi di altri progetti dal nome meno ingombrante.
