BELL WITCH – Four Phantoms

Pubblicato il 09/06/2015 da
voto
8.0
  • Band: BELL WITCH
  • Durata: 01:06:26
  • Disponibile dal: 28/04/2015
  • Etichetta: Profound Lore
  • Distributore:

Quattro spettri che trascinano il loro cupo spirito nelle quattro track asfissianti e pesanti come un’incudine, nel nuovo lavoro degli americani Bell Witch. Tre anni sono passati da quel piccolo capolavoro che fu “Longing”, ed ecco che il duo torna con glaciale determinazione a lacerare il nostro equilibrio mentale. La produzione (targata ancora Profound Lore, label che sembra non sbagliare un’uscita) è leggermente più pulita e, se da un lato risulta meno claustrofobica, dall’altro aumenta il senso di ineluttabile e tetra disperazione. La band di Seattle strappa dal basso riff sepolcrali, che ci avvolgono in nebbie mortifere, per poi alternarsi a momenti di agghiacciante quiete, quando (sempre tramite il basso) veniamo abbandonati ad arpeggi desolanti. Le atmosfere che si respirano in questo “Four Phantoms” sono opprimenti e disegnano paesaggi di desolazione infinita, come se una piana sconfinata di disperazione si creasse attorno a noi e vi venissimo abbandonati con crudele determinazione. Musicalmente i Bell Witch abusano di frequenze basse (due membri, nessun chitarrista accreditato) ed il profondissimo ed iper-affettato growl lascia rari spazi ad un cantato pulito che tende più a salmodiare che a seguire una vera e propria linea melodica, mentre – dal punto di vista lirico – il gruppo conferma il suo approccio decisamente raffinato, suggerendoci (più che palesandoci) un concept che lega i pezzi sotto vari aspetti, alcuni più facilmente intuibili (come i quattro elementi richiamati, a comporre quasi una frase, in porzioni dei quattro titoli: a burial, in fire, a drowning, in air. Ma l’album può anche essere diviso in due parti, con l’alternanza (sempre nei titoli) delle parole Suffocation e Judgment, accompagnate dalla numerazione romana I e II, dove le parti inerenti al soffocamento sono molto più lunghe di quelle dedicate al giudizio. Ci potrebbero essere tante altre chiavi di lettura (basta guardare la struttura dei titoli nella tracklist), ovviamente alcune sono prettamente musicali ed altre legate ai testi veri e propri delle quattro canzoni che compongono l’album; questo poter scoprire, ascolto dopo ascolto, le diverse anime di “Four Phantoms” ne costituisce parte del fascino e dona al disco un particolare tipo di longevità, rivelandoci sfaccettature diverse in base all’umore o al momento in cui lo ascoltiamo. I Bell Witch si confermano band raffinata e complessa, dalla pesantezza devastante, capaci di unire la monolitica ossessività del funeral doom a dinamiche che spezzano i tempi, così da non cadere mai nel prolisso o (peggio) nel noioso. Se siete amanti del genere, non esitate e procuratevi al più presto una copia di “Four Phantoms” (ennesimo disco in un periodo in cui le nere spire del funeral regalano – finalmente! – release di alta qualità e assai diverse tra loro), lasciatevi trasportare e contaminare dai Bell Witch, in una caduta eterna dove il vento non si quieta mai.

TRACKLIST

  1. Suffocation, A Burial: I – Awoken (Breathing Teeth)
  2. Judgement, In Fire: I – Garden (Of Blooming Ash)
  3. Suffocation, A Drowning: II – Somniloquy (The Distance Of Forever)
  4. Judgement, In Air: II – Felled (In Howling Wind)
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