BELL WITCH – Mirror Reaper

Pubblicato il 07/11/2017 da
voto
8.0
  • Band: BELL WITCH
  • Durata: 01:23:00
  • Disponibile dal: 20/10/2017
  • Etichetta: Profound Lore
  • Distributore: Audioglobe

Balzati agli onori della cronaca per la peculiare miscela di funeral doom e tensione sperimentale dei precedenti “Longing” e “Four Phantoms”, i Bell Witch si riaffacciano sul mercato con un terzo disco semplicemente meraviglioso. Un’opera figlia di una tragedia inaspettata – la morte del cantante/batterista Adrian Guerra – che si propone di affrontare il lutto mediante un processo catartico dalle tonalità plumbee e notturne, striato dei colori di un’alba che forse non vedremo sorgere mai. Difficile, nel breve spazio concesso da una recensione, descrivere l’evolversi di un simile viaggio, che partendo da basi facilmente identificabili (Evoken, Esoteric, Mournful Congregation) intraprende presto un sentiero narrativo che rifugge dalla gravezza del genere per abbandonarsi a derive ambient/atmosferiche che poco o nulla hanno da spartire con il mondo della musica estrema, all’insegna di una visionarietà così struggente da spezzare il cuore. Ottantatré minuti sono tanti, specie se racchiusi tra le pareti monolitiche di un’unica suite, ma la formazione statunitense riesce incredibilmente nell’impresa di renderli fluidi e scorrevoli, sfoggiando una ricchezza a livello di arrangiamenti impensabile se si considera che parliamo di un duo (per di più sprovvisto di chitarra). Come da tradizione, infatti, è il basso di Dylan Desmond a rivestire il ruolo di perno della proposta, non facendo per nulla rimpiangere l’assenza della sei corde: il Nostro raggiunge tra questi solchi il proprio apice espressivo, in un lento fluire di soluzioni da cui si sprigionano costantemente un estro e un ingegno da lasciare a bocca aperta, tra arie dal sapore malinconico, digressioni oniriche e parentesi death/doom di rara intensità e profondità. Una sensibilità melodica ormai affinatissima è la spinta interiore che guida l’intero “Mirror Reaper”, album che – al netto del formato monster – si configura come il più ‘leggero’ e accessibile mai partorito dai Bell Witch, con il growling viscerale di Jesse Shreibman a punteggiare la tracklist solo quando davvero serve e la suddetta componente atmosferica a salire in cattedra tramite un uso massiccio di arpeggi meditativi, clean vocals e sottili pennellate di organo. Una soundtrack che invita a chiudere gli occhi e lasciarsi andare allo scorrere nostalgico dei ricordi, rivivendo attimi che non torneranno mai più. Quanto di meglio la scena funeral doom abbia partorito negli ultimi anni.

TRACKLIST

  1. Mirror Reaper
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