BELTEZ – A Grey Chill And A Whisper

Pubblicato il 08/11/2020 da
voto
7.5
  • Band: BELTEZ
  • Durata: 01:05:05
  • Disponibile dal: 06/11/2020
  • Etichetta:
  • Avantgarde Music
  • Distributore: Audioglobe

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I tedeschi Beltez avevano già sorpreso critica e pubblico con il precedente album “Exiled, Punished…Rejected” del 2017, ma probabilmente nessuno si sarebbe aspettato un’opera ambiziosa come “A Grey Chill And A Whisper”. La band, nata a Colonia nel 2002, dopo aver pubblicato il debutto nello stesso anno, fa praticamente perdere le proprie tracce, se non per un paio di demo ed un live, fino al 2013 e, da allora, non sbaglia un colpo, in un crescendo inarrestabile che ci porta fino ai nostri giorni. Il nuovo parto discografico si contraddistingue per una particolarità: la band ha commissionato alla scrittrice connazionale Ulrike Serowy la scrittura di un breve racconto su cui sarebbe stato basato il lavoro, fornendole solo alcune scarne informazioni sul mood che avrebbero voluto ottenere; l’autrice tedesca ha ideato una storia intitolata “Black Banners” che è servita da ossatura per la stesura dei brani e per la loro ambientazione. Il testo completo è incluso nel libretto e può essere scaricato in formato audiolibro (tra le voci narranti anche Dan Capp dei Winterfylleth), in modo da poter seguire la trama, un racconto cupo che ci porta in un mondo di amore, perdita, ossessione, solitudine. Musicalmente, si può parlare di un black metal atmosferico e complesso, con un piglio quasi prog, sulla maniera di band quali The Great Old Ones o Dark Fortress, che non sempre si contraddistingue per un’aggressività elevata, ma che quando lo fa riesce ad essere angoscioso ed asfissiante; molti sono i momenti di calma (apparente) e ciò va a stimolare un ventaglio di risposte a livello emotivo veramente ampio e senza calo di intensità alcuno: melodie malinconiche, voci strazianti, riff dissonanti si alternano in un misto di bellezza e desolazione che ha come minimo comun denominatore il ‘freddo grigio’ che intitola l’album stesso. I brani, lunghi e stratificati, denotano un lavoro notevole in quanto a songwriting e seguono la storia ed i relativi avvenimenti e stati d’animo dei protagonisti: “A Taste Of Utter Exctinction” e “The Unwedded Widow”, in bilico tra un effetto claustrofobico e ipnotico, sono sicuramente tra i momenti di maggior interesse, entrambe caratterizzate da incursioni nel dark ambient. Ma è con il trittico finale che si raggiunge il picco espressivo dell’intero album: la titletrack, massiccia ed oscura, introduce quello che sembra essere il centro di tutto, il quarto d’ora di saliscendi emozionale che risponde al nome di “I May Be Damned But At Least I’ve Found You”, pezzo stravagante quanto romantico ed epico; la chiusura è poi affidata a “We Remember To Remember”, epilogo che, con i suoi riff doom che riportano alla mente la solennità dei Triptykon, mette fine ad un viaggio intenso e disperato.

TRACKLIST

  1. In Apathy And In Slumber
  2. The City Lies In Utter Silence
  3. Black Banners
  4. A Taste Of Utter Extinction
  5. The Unwedded Widow
  6. From Sorrow Into Darkness
  7. A Grey Chill And A Whisper
  8. I May Be Damned But At Least I've Found You
  9. We Remember To Remember
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