BENEATH THE MASSACRE – Fearmonger

Pubblicato il 25/02/2020 da
voto
7.0
  • Band: BENEATH THE MASSACRE
  • Durata: 00:30:00
  • Disponibile dal: 28/02/2020
  • Etichetta:
  • Century Media Records
  • Distributore: Sony

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“Fearmonger” è un album che porta inequivocabilmente il marchio Beneath The Massacre. A ben otto anni dalla precedente fatica, i canadesi ritornano con un lavoro che non presenta alcun significativo cambiamento in termini di stile e di scelte di produzione. I ragazzi di Montreal si sono presi una lunga pausa, ma giustamente non rinnegano nulla di quanto realizzato in passato. Con le immancabili cascate di note, l’occasionale stacco groovy e meccanico, le ritmiche sincopate, i frammenti disarmonici secchi ed ultra percussivi, i suoni ripuliti da ogni sbavatura e messi a fuoco con nitida disciplina: ancora una volta la proposta del quartetto si colloca nel mezzo di tanti incroci e cerca di percorrere una propria strada. Death-core per secchioni, techno-death quadrato, Meshuggah velocizzati e rielaborati in una chiave un po’ più accessibile: sin dagli esordi i Beneath The Massacre sono sostanzialmente questo. Basta mezzo ascolto per distinguerli tra un mare di band, mentre serve un’attenzione quasi maniacale per riconoscere un determinato brano all’interno delle loro opere. Del resto, la variabilità dei timbri e delle soluzioni non è mai stata un loro punto forte: il chitarrista Chris Bradley ha il suo stile inconfondibile, ma questo non si traduce sempre in canzoni che si facciano ricordare. Un album dei Beneath The Massacre va per lo più affrontato come se si trattasse di un singolo episodio: una parabola acida, ostica, robotica, con quei fraseggi al fulmicotone immediatamente identificabili come “Beneath The Massacre”, ma anche una parabola che può in alcuni momenti diventare piuttosto fredda, distaccata, se non priva di feeling. Le partiture tipicamente intricate, i blast-beat in modalità elicottero e il growling inamovibile di Elliot Desgagnés alla lunga possono stancare, il che rende benvenuti i contributi orientati all’headbanging e quelle esplosioni di groove che segnano i rallentamenti. Bisogna dire che con il tempo la band ha imparato a dare maggiore spazio ai riff veri e propri e a non esagerare troppo con i ghiribizzi: i fanatici della formula più megalomane possono rispolverare il vecchio “Mechanics of Dysfunction”, mentre qui e negli ultimi lavori, tecnica e potenza dialogano con maggiore profitto, dando vita a brani che ipnotizzano e martellano in egual misura. Sarebbe dunque scorretto non dare il giusto peso a tracce come “Hidden in Plain Sight”, “Of Gods and Machines” o “Autonomous Mind”, nelle quali i canadesi si calano nella loro solita parte portando però in dote una coerente idea di fondo, una tecnica di assoluto rispetto e, fortunatamente, una buona sostanza nei riff. “Fearmonger” si rivela dunque la classica prova dei Beneath The Massacre, un lavoro senz’altro ripetitivo a tratti, ma anche un disco forte di buoni spunti e che necessita molto più di un semplice ascolto per rivelare completamente alcune sue sfumature e la precisione di certi suoi intarsi compositivi. In definitiva, i fan saranno felici di constatare come il tempo si sia praticamente fermato per la band, mentre chiunque altro probabilmente resterà indifferente davanti a questo ritorno discografico a dir poco fedele alla linea.

TRACKLIST

  1. Rise of the Fearmonger
  2. Hidden in Plain Sight
  3. Of Gods and Machines
  4. Treacherous
  5. Autonomous Mind
  6. Return to Medusa
  7. Bottom Feeders
  8. Absurd Hero
  9. Flickering Light
  10. Tarnished Legacy
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