BENIGHTED SOUL – Start From Scratch

Pubblicato il 22/02/2011 da
voto
6.5
  • Band: BENIGHTED SOUL
  • Durata: 01:09:26
  • Disponibile dal: 11/02/2011
  • Etichetta: Season Of Mist
  • Distributore:

Un debutto davvero complesso questo dei francesi Benighted Soul, per ora noti in Italia per una piccola apparizione a supporto dell’ultima discesa della cantante finnica Tarja Turunen, un album complesso sia da recensire che, soprattutto, da ascoltare. Questo aggettivo però, in questo caso, è da considerarsi nella migliore delle sue accezioni, giacché non vuole rappresentare unicamente un difetto del disco in questione, ma invece descriverne una caratteristica fondamentale, che è quella di richiedere numerosi ascolti e tanto impegno per poter essere capito a fondo. Il genere proposto è un metal assai corposo (soprattutto nei suoni di chitarra) che si posiziona a cavallo di gothic metal e metal sinfonico, e al quale si aggiunge una marcata vena progressiva. Da questa prima descrizione si può già capire che siamo davanti a qualcosa di peculiare, infatti i Benighted Soul sono una band decisamente originale, non descrivibile come copia di nessuno. Volendo trovare dei parallelismi o delle somiglianze con qualche gruppo più blasonato, il primo nome che viene in mente è quello degli olandesi Epica, dei quali condividono appunto una proposta musicale basata sulla commistione di diversi generi e sonorità, nonché una certa prolissità di fondo, elemento già peraltro criticato negli Epica stessi e che purtroppo anche qui inficia l’ascolto del disco. A parte queste similitudini, però, le due proposte si differenziano abbastanza: là dove i francesi prediligono l’uso di strutture intricate prelevate dal progressive metal per donare impatto alle ritmiche, gli Epica preferiscono l’uso delle orchestrazioni e ricorrono più spesso alla velocità; là dove il ricorso alle growling vocals è più frequente nella band olandese, i Benighted Soul lo utilizzano in maniera più parsimoniosa. Anche le voci delle due lead vocalist sono solo simili e non uguali: la qui presente Geraldine Gadaut paga una certa inesperienza e non può raggiungere la perfezione stilistica della Simons, ma in molti frangenti si mostra in qualche maniera più versatile, cambiando spesso intonazione e registro alla propria voce. Una proposta alquanto interessante dunque, ma non sono tutte rose e fiori: “Start From The Scratch” è infatti un album, come si diceva, eccessivamente prolisso, tendente a sviluppare delle costruzioni ritmiche complesse che allontanano a tratti l’attenzione delle melodie vocali; la band stessa sembra ancora un po’ troppo ‘esuberante’ nel volere introdurre forzatamente tante influenze nel sound, rendendolo sì ricco, ma riempiendolo al punto che in alcuni passaggi nell’ascoltatore si crea un senso quasi di disorientamento. Le canzoni, quasi tutte abbastanza lunghe, sono comunque molto belle, e questa ricercatezza compositiva può non essere per forza considerato un difetto. Probabilmente i fan del power più melodico, o coloro che adorano i Nightwish, proveranno una certa difficoltà a raggiungere la fine di questo lunghissimo disco, ma coloro che sono abituati a complesse costruzioni prog e per amanti del songwriting più ‘impegnativo’, troveranno pane per i loro denti. Un disco che ci sentiamo di promuovere comunque senza remore, sperando che con una futura release i nostri mettano da parte questo iniziale e comprensibile entusiasmo, riducendo il numero di elementi inseriti nel loro sound e sfruttando invece le caratteristiche a propria disposizione, ovvero un’ottima competenza strumentale e un’innegabile maturità compositiva.

TRACKLIST

  1. Broken Icons
  2. Edge of Insanity
  3. Wrong Reflection
  4. Falling in Sin
  5. Ticking Time Bomb
  6. Stranger Me
  7. The Seventh Cage
  8. Evergreen
  9. Start from Scratch
  10. My So Called Friend
  11. No Warning Signs
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