BETWEEN THE BURIED AND ME – Colors

Pubblicato il 18/10/2007 da
voto
8.5
Sono poche le band che possono vantare un apparato sonoro in grado di far venire in mente all’ascoltatore gruppi tanto diversi fra loro come Death, King Crimson, Cynic, Napalm Death, Queen, Symphony X e Porcupine Tree. Anzi, a dire il vero, noi ne conosciamo solo una, e questa porta il nome di Between The Buried And Me. Avevamo lasciato la band statunitense alle prese con le cover song di "The Anatomy Of" e ora la ritroviamo con il vero successore del sensazionale "Alaska", "Colors", che, come prevedibile, prende le mosse esattamente da dove il lavoro precedente si era concluso, ponendo, se possibile, ulteriormente l’accento sull’altenanza fra sezioni brutali e altre sognanti e proponendo qualche nuova stramberia che di certo farà un’altra volta segnalare i nostri come una delle formazioni più audaci al momento in attività. Dall’iniziale "Foam Born: The Backtrack" – che si apre con duetto piano/voce degno dei Queen (ottima la prova del cantante/tastierista Tommy Rogers) – sino ad arrivare alla perla conclusiva "White Walls", forte di un incipit magnifico che non avrebbe affatto sfigurato negli ultimi lavori dei Death o nel disco dei Control Denied, è un incredibile susseguirsi di trame techno-death, rock, grind, prog, heavy-power, metal-core e persino country! E, come sempre, le composizioni appaiono tutto fuorchè una irragionevole serie di diverse parti incollate fra loro. Tutto sembra seguire uno schema ben preciso, studiato nei minimi dettagli. Tutto scorre alla perfezione, come se tutte le succitate influenze fossero da sempre fatte per essere accostate le une alle altre. È questo il grandissimo pregio dei Between The Buried And Me: ad un primo ascolto sembrano sempre dei pazzi, ma in realtà si tratta di musicisti e songwriter abilissimi e privi di paraocchi, che non fanno altro che rielaborare le sonorità dei loro artisti preferiti tramite uno stile personalissimo in composizioni complesse, ma al tempo stesso fluide, dove nulla è lasciato al caso. Si potrebbe definire "Colors" un vero e proprio viaggio fra colori (appunto) ed emozioni. È vero, questa espressione oggi sa un po’ di clichè, ma provate ad ascoltare tutto d’un fiato il disco, oppure le sole "Ants Of The Sky" e "White Walls"… difficilmente non potrete non convenire su questa affermazione. È un album importante, "Colors", perchè, oltre ad essere un platter che dimostra che i BTBAM sono una band a dir poca in forma (i nostri non sbagliano un disco da anni), è un lavoro che offre, una volta tanto, qualcosa di nuovo in una scena in cui troppo spesso i gruppi giocano a ripetersi o a scopiazzare da altri. In molti sono alla ricerca di novità e i BTBAM, ad oggi, sono una delle poche band in grado di soddisfare questa sete. Non ignorateli.

TRACKLIST

  1. Foam Born: (a) The Backtrack
  2. (b) The Decade Of Statues
  3. Informal Gluttony
  4. Sun Of Nothing
  5. Ants Of The Sky
  6. Prequel To The Sequel
  7. Viridian
  8. White Walls
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