BETWEEN THE BURIED AND ME – The Blue Nowhere

Pubblicato il 09/09/2025 da
voto
8.0

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Con tredici dischi spalmati in venticinque anni di carriera, i Between The Buried And Me sono riusciti a coniugare un percorso fatto di musica indefinibile e fuori dagli schemi con una popolarità sorprendente, soprattutto dall’altra parte dell’oceano, proprio se considerata come il frutto di una proposta così ostica.
Un’opera come “Colors”, pubblicata nel 2007, ebbe un effetto dirompente sulla scena progressive metal, tanto che per molti ne ha riscritto i canoni e la band stessa ne è probabilmente consapevole se, dopo qualche episodio meno votato alla sperimentazione più esasperata, ha dato alle stampe la prosecuzione dell’album, “Colors II” del 2021, un ritorno alla complessità del passato.

La creatività degli americani, come visto, è sempre stata mutevole e l’immediato successore dello stesso “Colors II”, “The Blue Nowhere”, è una conferma di questa tendenza a rinnovarsi, pur con un’ostinata coerenza nel proprio percorso artistico: se dovessimo evidenziare la differenza rispetto al passato, è che questa volta non c’è un concetto ben preciso a fare da filo conduttore, ma tutto il disco sembra nascere da emozioni slegate fra loro e raccontate senza una logica particolare.
Come spiega Tommy Rogers: “Queste dieci tracce non sono associate ad una trama. Si tratta più di un sentimento, dove le canzoni vivono per noi. Sono annotazioni di diario, pensieri fugaci e introspettivi, a volte caotici, a seconda della musica“.
Per chi è già avvezzo alla schizofrenia dei musicisti di Raleigh, questa è la chiave di lettura: brani che catapultano in un frullatore, come sempre, ma con una sensazione di fondo diversa, narrativamente disconnessi ed astratti, un insieme di storie idealmente ambientate in un hotel che prende il nome dal titolo dell’opera.
Si è parlato di un disco simile a “Coma Ecliptic” in quanto ad accessibilità, ma erroneamente, poiché “The Blue Nowhere” non è affatto una versione semplificata della musica dei Between The Buried And Me quanto una manciata di canzoni nel loro classico (non) genere, con una voglia inedita di raccontare qualcosa di personale. E da sottolineare è quanto, oltre che musicisti di livello eccelso, gli statunitensi siano cresciuti in fase di scritture ed arrangiamento, amalgamando in modo sempre più organico la solita sequela di stili musicali in pezzi follemente variegati eppure solidi e compatti.
Tra le varie tracce, dopo i toni tra funky e pop anni ’80 di “Things We Tell Ourselves In The Dark”, a colpire sono l’industrial di “God Terror”, sette minuti di sferzate elettroniche e breakbeat, “Slow Paranoia”, nella quale Tommy Rogers si divide tra growl in pieno stile death metal ed un’attitudine da crooner, la title-track, decisamente l’episodio più progressive ed orecchiabile del lotto, e “Beautifully Human”, inaspettatamente lineare, che da poche note di chitarra acustica si sviluppa in un pezzo crimsoniano in quanto a dinamiche ed approccio.

“The Blue Nowhere” era sicuramente un disco atteso per diversi motivi, tra i quali una pausa di quattro anni, insolita per il gruppo, l’assenza del chitarrista Dustie Waring, in formazione dal 2004 e, di conseguenza, la riduzione della band a quartetto per la prima volta nella sua storia, eppure i Between The Buried And Me hanno gestito questi potenziali pericoli con un album che non rappresenta solo un mero sfoggio di tecnica ma un’ulteriore evoluzione del loro suono unico e distinguibile, dimostrando di non sapere cosa sia la stagnazione.
Non avrà l’importanza storica di un “Colors”, ma l’impressione è quella di trovarsi davanti ad un altro picco di una discografia già imponente.

TRACKLIST

  1. Things We Tell Ourselves In The Dark
  2. God Terror
  3. Absent Thereafter
  4. Pause
  5. Door
  6. Mirador Uncoil
  7. Pshycomanteum
  8. Slow Paranoia
  9. The Blue Nowhere
  10. Beautifully Human
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