7.0
- Band: BEWITCHED
- Durata: 00:33:47
- Disponibile dal: 24/04/2026
- Etichetta:
- Osmose Productions
Che dire? A volte ritornano. Nuovo album dal titolo “Diabolical Death Mass” per i Bewtiched, formazione black/thrash/speed metal svedese che rientra sul mercato discografico dopo una pausa di quasi vent’anni. Stiamo parlando di un nome non di primissima fascia negli anni Novanta, ma che ha avuto un discreto successo, quando l’etichetta francese Osmose sfornava capolavori della second wave of black metal provenienti principalmente dalle terre scandinave. Nati nel 1995 da una costola di Nagflar, Ancient Wisdom e Katatonia, i Bewitched ci regalano un nuovo disco, dieci anni dopo il precedente ‘Spiritual Warfare’, con due membri della line-up originale: il chitarrista/cantante Vargher e il bassista Wrathyr. A loro oggi si aggiungono il secondo chitarrista Hellfire e il batterista Robert Zoid Sundelin.
La proposta musicale non cambia di una virgola rispetto all’ottima doppietta d’esordio risalente al biennio 1996-1997 con “Diabolical Desecration” e “Pentagram Prayer”; infatti, dopo trent’anni i Bewitched suonano ancora un black-thrash metal d’assalto con una buona dose di speed metal, il tutto rigorosamente ancorato a un concept fatto di ignoranza in salsa satanica. Chiaramente i suoni e il prodotto finale sono più curati rispetto agli esordi, ma c’è di buono che non si scade mai nell’overproduction, riuscendo comunque a mantenere quel tocco ruvido e ferroso che non guasta mai, soprattutto quando si parla di ibridazioni tra black/punk e speed/thrash.
“Diabolical Death Mass” si struttura attraverso undici tracce per una mezz’ora abbondante che non stanca mai, pur tenendo in considerazione che stiamo parlando di un disco e di una band che non inventano assolutamente nulla di nuovo, e che anzi si ostinano a riproporre un sound e un’attitudine old school tornati in auge in questi anni, grazie a nomi come, per esempio, i Midnight. I Bewitched lo fanno con perizia tecnica, cognizione di causa e un’esperienza che non molti gruppi attuali possono vantare, anche perché nella seconda metà degli anni Novanta questo genere musicale, ora abbastanza in voga, lo suonavano soltanto loro e i norvegesi Gehennah, anch’essi appartenenti alla scuderia della Osmose, ma con un concept più orientato sui temi alcolici.
Chi si approccia a questo disco dovrà fare i conti con un’opera costruita su un’impalcatura fatta di ripetitive ritmiche in d-beat in puro stile Discharge, un approccio tra punk e metal alla Motörhead più uno tsunami di riferimenti a gruppi fondamentali per lo sviluppo del black e del thrash metal degli anni Ottanta, come i Bathory dell’omonimo debutto, i Venom di “Welcome To Hell” e “Black Metal”, o gli Exciter di “Heavy Metal Maniac” e “Violence & Force”.
Le chitarre graffiano sia per i riff, mediamente coinvolgenti, sia per gli ottimi assoli, come in ‘Those Of The Devil Born’. Hellfire e Vargher riprendono le lezioni di capiscuola come Mantas, per esempio nei riff portanti della title-track e di “By Satan Enslaved”, e della corrente canadese riconducibile a Exciter e primi Razor (“Black Spells & Unclean Spirits”), arricchendole con un uso mai troppo invasivo di parti melodiche negli assoli. In dischi di questo tipo la batteria deve fare il suo senza mai strafare; dunque, grande precisione d’esecuzione e un dinamismo mai invadente e di impatto, come quando vengono inserite le classiche galoppate in doppia cassa (“Crossing The Styx”). Ottima la voce, la quale prende il meglio del primo Quorthon e di Cronos, aggiungendo qualche spruzzata di Dan Beehler, che nelle parti speed ci sta alla grande.
In definitiva, “Diabolical Death Mass” è un buon disco, per nulla indispensabile, che si mantiene fedele alla linea originaria dei Bewitched dall’inizio alla fine, senza spiccare mai per qualcosa in particolare, ma facendo tutto diligentemente. Non siamo al cospetto di un capolavoro, ma di un gruppo capace di trasmettere energia e di mettersi in competizione con la new wave of black/speed metal. Forse si sarebbe potuto osare qualcosa in più nel cercare un sound più sporco e cafone, ma in linea di massima il risultato finale convince anche in termini di produzione. Consigliato in particolare a chi vide i Bewitched dal vivo in Italia nel 1997 insieme a Dark Tranquillity ed Enslaved durante il World Domination Tour della Osmose e agli appassionati del revival black/thrash degli ultimi anni.
