BEYOND TERROR BEYOND GRACE – Nadir

Pubblicato il 15/05/2012 da
voto
8.0

Solo due anni separano “Nadir” dal suo predecessore “Our Ashes Built Mountains”, ma, ascoltando questa nuova opera, sembra che sia passato almeno un decennio. Il progetto Beyond Terror Beyond Grace prende vita in quel di Sydney, Australia, nel 2004 e per anni è stato portandandiera di un modo di suonare grindcore molto vicino alla scuola nordeuropea del genere. Poi, nel 2010, qualcosa è cambiato: il chitarrista Ben Schueler e il cantante Barton Ware hanno lasciato la formazione e sono stati sostituiti rispettivamente da Scott Heldorf e Blake Simpson. Un rinnovamento radicale, che ha messo la sezione ritmica composta dai membri fondatori Alex Nicholson (basso) e Steve Smith (batteria) nelle condizioni di lavorare con persone nuove e di portare una ventata d’aria fresca in seno alla band, che rapidamente ha cambiato pelle e sound, tanto da destare l’interesse della Willowtip, etichetta sicuramente più ricettiva nei riguardi di sonorità “nuove” rispetto alla ben più coriacea Obscene Productions, che aveva pubblicato “Our Ashes…”. Oggi, infatti, Beyond Terror Beyond Grace si caratterizza come progetto di metal estremo trasversale, che attinge soprattutto da soluzioni black e “post” metal, utilizzando una forte componente atmosferica sia come collante, sia come base su cui costruire ulteriori evoluzioni sonore. Difficile in questo caso riuscire a trovare una formula che sintetizzi adeguatamente la proposta del gruppo: più che di forma canzone (pur presente, a tratti, anche se decostruita), si potrebbe parlare di tracce di medio-lunga durata che si snodano senza grandi costrizioni, facendosi guidare da un’attitudine volta all’astrattismo, più incline a dare risalto all’emotività e alla melodia (anche se sfuggente) piuttosto che alla consueta cattiveria extreme metal. Le redini delle composizioni vengono rette in primis dall’eccellente drumming di Smith, a volte unico vero fulcro di molte di queste trame, mentre sullo sfondo gli altri strumenti e lo screaming di Simpson edificano paesaggi sonori obliqui e frammentati, che si inseriscono pienamente nel solco tracciato di recente da realtà come Ulcerate e Altar Of Plagues. Dai primi, i Nostri prendono soprattutto l’approccio tecnico, il guitar-work lacerante e “sghembo” e la produzione lisergica, mentre dai secondi vengono mutuate certe ritmiche black metal e l’anima melodica, sofferente ma pulsante, che aiuta i brani a non contorcersi troppo e a non scadere in un autoreferenziale esercizio avanguardistico (cosa che qua e là accade proprio agli Ulcerate). Superato il primo impatto, resta l’impressione di un disco dal quale è facile lasciarsi affascinare: una volta preso atto che i Beyond Terror Beyond Grace non sono più un gruppo grindcore, non bisogna far altro che immergersi nei solchi del lavoro e farsi catalizzare dalla curiosità di vedere “come andrà a finire”. Una fascinazione resa appunto più agevole dall’attitudine della band, la quale certamente si prende sul serio, ma che, a differenza di alcuni altri colleghi, non fa di tutto per complicare la vita a sè stessa e all’ascoltatore, ingarbugliando il songwriting solo per il gusto di farlo. Qui ricercatezza e linearità procedono di pari passo, per un album che va sicuramente annoverato tra i migliori ascoltati quest’anno.

TRACKLIST

  1. Dusk
  2. Requiem For The Grey
  3. Throatless Sirens
  4. Nadir
  5. Embracing Null
  6. The Blood Of Time
  7. Pathea
2 commenti
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