BEYOND THE BLACK – Break The Silence

Pubblicato il 06/01/2026 da
voto
7.5
  • Band: BEYOND THE BLACK
  • Durata: 00:39:01
  • Disponibile dal: 09/01/2026
  • Etichetta:
  • Nuclear Blast

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Non è sempre facile la vita di una band che cerca di raggiungere e di mantenere un determinato successo: i Beyond The Black si sono fatti riconoscere ben presto con dei lavori piuttosto riusciti – non tanto forse con il debutto del 2015 “Songs Of Love And Death”, ancora un po’ acerbo, ma subito dopo con i successivi “Lost In Forever” e “Heart Of The Hurricane” – sempre rimanendo all’interno delle sonorità symphonic-gothic metal e senza mai nascondere le influenze ed il proprio amore verso band seminali come (in particolare) i Within Temptation.
Oggi la band è tra le più affermate per quanto riguarda queste sonorità, non tanto qui da noi, ma soprattutto nei paesi come la Germania, l’est Europa ed il Giappone, dove ha scalato le classifiche di vendita e conquistato i fan con svariati sold-out con i tour più recenti da headliner.
Il gruppo ha cercato di evolvere il proprio sound anche probabilmente seguendo gli insegnamenti dei colleghi olandesi già menzionati, quelli capitanati dalla superlativa cantante Sharon Den Adel, e questo nuovo disco ne è una dimostrazione abbastanza palese.

“Break The Silence”, sesto lavoro in studio per i Beyond The Black, mostra influenze moderne con inserti etnici, partendo da una base metal ma esplorando diverse atmosfere e risultando così fresco e vario, più dei suoi predecessori.
La breve “ Rising High”, in apertura, è una canzone dagli istinti pop – anche se con la presenza di un bel riffone di chitarra – con una produzione certamente moderna ed un ritornello super-catchy che funziona alla grande; insomma, un brano che mostra come ci si possa evolvere mantenendo alta la qualità, ma ciò non ci sorprende, visto che il quartetto tedesco ha dimostrato nel tempo di possedere delle capacità compositive sopra la media.
Certo, è vero che la title-track sembra voler omaggiare un disco come “The Heart Of Everything” dei Within Temptation, band che dobbiamo menzionare ancora una volta, ma le sue melodie si stampano in testa, raggiungendo il proprio obiettivo e la drammaticità trasmessa è davvero seducente.
Le sonorità dal tocco new wave ad introdurre “The Art Of Being Alone” si sviluppano poi su territori dalle sfumature dark – dove compare come ospite Chris ‘The Lord’ Harms, cantante dei Lord Of The Lost – e funzionano eccome, così come la lenta “Ravens”, ballata elegante, teatrale e commovente.
“Can You Hear Me” è un piccolo gioiellino di melodic metal che convince senza indugi grazie a melodie soavi ed alla presenza di Asami, cantante delle Lovebites, band di spicco della scena power metal nipponica, mentre la powereggiante “Like A Hologram” si alza su ritmi più scoppiettanti mantenendo melodie sempre celestiali che conquistano con facilità.

Ovviamente è da segnalare la prestazione eccelsa di Jennifer Haben – anche nella conclusiva ballata sinfonica “Weltschmerz”, cantata in tedesco – che si conferma cantante perfetta per interpretare questi brani: la sua voce non è riconoscibile come quelle di alcune sue colleghe più famose, ma è certamente angelica e celestiale.
Peccato per la sola “(La vie est un) Cinéma”, piccolo neo durante l’ascolto, momento abbastanza scontato che potrebbe risultare l’unico da ‘skippare’ durante l’ascolto.
Rispetto a molte sue concorrenti (e al passato del gruppo stesso), la band tedesca dimostra di possedere ottime doti in fase di arrangiamento, e ciò lo si capisce anche dalle piccole cose, accorgimenti che a volte si danno per scontati ma che in realtà riescono a far salire di livello le singole composizioni: parliamo ad esempio del coretto finale della lenta “Ravens”, perfetto per chiudere il brano, gli arrangiamenti elettronici che abbracciano “Here Comes The Flood”, aggiungendo qualcosa di nuovo e di ‘innovativo’ ed il coro composto da voci femminili (presentato come ‘The Mystery Of The Bulgarian Voices’) che accompagna il brano “Let There Be Rain”.

Qui non si inventa nulla di nuovo ma è evidente la volontà di provare ad inserire qualche novità senza focalizzarsi sul symphonic-power metal degli esordi ma continuando il proprio cammino all’interno di sonorità moderne e trovando belle soluzioni, con anche un pizzico di furbizia – e la spinta che forse arriva anche dal fatto di poter contare su una label importante come Nuclear Blast – coinvolgendo ospiti provenienti da band piuttosto popolari nei propri paesi, ovvero Germania e Giappone.
“Break The Silence” è un disco che si lascia ascoltare bene, mostrando grande qualità compositiva; restando dentro i confini dettati da questo genere musicale, non ci vengono in mente molti nomi capaci di fare di meglio dei Beyond The Black attualmente!

TRACKLIST

  1. Rising High
  2. Break The Silence
  3. The Art Of Being Alone (Feat. Lord Of The Lost)
  4. Let There Be Rain (Feat. The Mystery of the Bulgarian Voices)
  5. Ravens
  6. The Flood
  7. Can You Hear Me (Feat. Asami delle Lovebites)
  8. (La vie est un) Cinéma
  9. Hologram
  10. Weltschmerz
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