BIESY – Transsatanizm

Pubblicato il 21/05/2020 da
voto
7.0
  • Band: BIESY
  • Durata: 00:45:56
  • Disponibile dal: 08/05/2020
  • Etichetta: Godz ov War
  • Distributore:

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Dopo un primo album dalle forti influenze death, specie nell’approccio fangoso della voce, i Biesy scelgono una direzione che – lontano dall’assumere un’aria solare – possiamo comunque definire più ariosa e sperimentale. L’impressione di qualcosa di nuovo, del resto, parte fin dalla copertina dell’album, un dipinto quasi naive con simboli esoterici, che sottolinea la dimensione più avanguardistica. Della copertina si è fatto carico in questo caso il mastermind della band, Faustyna IHS Moreau: un nome d’arte che racchiude idee compositive complesse, una voce imprevedibile e belluina (che l’alias sia un richiamo all’omonimo dottore folle creato da HG Wells?), accompagnati a una figura androgina, in un perfetto mix che ci lascia senza chiari riferimenti. Proprio come la sua musica, straniante e personale tanto nel ricorso a stratificazioni di chitarre, quanto nell’innesto di suoni e loop. Ci sono alcuni brani dove il pedale della sperimentazione spinge forte, e questa pulsione “progressive a tinte nere” sembra quasi programmatica sull’opener “IHS”; ma se la prima traccia risulta quasi estenuante nel desiderio di mettere sul piatto troppi elementi (compreso un suadente rallentamento guidato dal basso di matrice quasi gothic), già dal secondo brano la one man band polacca risulta molto più focalizzata e d’impatto. “La Dolce Instant”, in barba al titolo da chanson d’amour, è pura follia, una tempesta tra noise e industrial su cui la linea vocale passa dalla declamazione straziata e straniante all’assalto cadenzato, creando uno dei brani più esaltanti e quadrati del lotto. L’equilibrio tra marzialità e fughe schizoidi continua nelle due tracce seguenti: “Golgota 2045” guarda al black industrial più sperimentale, tra drum machine e tastiere pompose, mentre la breve ma frenetica “Nowa Transylwania”, esacerba la componente più feroce con clangori e inserti di synth. Le ultime due tracce hanno una struttura abbastanza simile, sebbene riescano a non replicarsi pedissequamente. Due brani conturbanti, che passano dalla ritmica furiosa ed estrema della prima parte a un’esaltante intersezione tra black, drum n’bass ed elettronica sul finale, con un gusto tamarro a chiudere un disco che, nel complesso, convince molto più del suo predecessore per originalità e suono; e che mette in primo piano il lato sperimentale senza perdersi per strada.

TRACKLIST

  1. IHS
  2. La Dolce Instant
  3. Golgota 2045
  4. Nowa Transylwania
  5. Karolina23
  6. W Krainie Grzybów
  7. Uwaga: Świat
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